Senza giri di parole in questa struttura è urgente un sopralluogo di tecnici che possano mettere nero su bianco che esistono le condizioni di sicurezza. Per la semplice ragione che, chi la frequenta, teme fortemente. che non sia così. Lo denuncia il Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche. E’ sotto gli occhi di tutti il degrado dell’edificio che ospita i servizi sanitari in via XIV Settembre a Perugia. E’ da anni che si nota come sia puntellata da ogni lato, tra ingressi sostenuti con traverse di ferro, impalcature, scollamento di parti murarie e zone non percorribili. Chi lavora all’interno vive, con l’ansia che possa accadere qualcosa. Stando al presente, i segni evidenti del degrado, si traducono in servizi negati ai fragili, che vengono qui, per ottenere una adeguata assistenza sanitaria, ma finiscono per non riuscire a parcheggiare neppure l’auto di chi li accompagna.

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La denuncia Ha provato a tracciare il quadro il Nursind che ha eseguito un sopralluogo alla struttura e poi ha scritto al sindaco. Intanto i servizi che vengono erogati: il consultorio, pratiche amministrative, comprese autorizzazioni per assistenza integrativa, le Usca, unità di continuità assistenziale sui territori durante la pandemia, l’infermiere domiciliare e ambulatoriale, lo psicologo per i giovani, ambulatorio immigrati, servizio sociale professionale e l’Unità operativa di citologia con il laboratorio unico di screening. Il Nursind denuncia il «rischio crolli», e pone sull’aspetto strutturale dell’edificio, la maggiore criticità e il principale motivo di preoccupazione. Afferma che sono state approntate «strutture metalliche di supporto». «Non c’è posto per parcheggiare», denuncia ancora il sindacato, chi accompagna un paziente non è nelle condizioni di sostare neppure il tempo minimo necessario ad assisterlo per l’ingresso nella struttura. Inoltre – si legge nel testo della denuncia presentata all’amministrazione comunale – il posto per disabili «risulta spesso occupato anche da auto senza autorizzazione, con bidoni dell’immondizia e a volte auto che occupano in modo deplorevole l’accesso alla rampa dei disabili con parcheggi di fortuna. L’ingresso, unico per tutti i servizi, è coperto anch’esso da una tettoia di sicurezza, ed è da intendere anche come uscita in quanto l’unica altra porta della struttura è stata chiusa durante un recente intervento dei vigili del fuoco al quale non è seguito alcun evidente lavoro di ripristino».

Altri disagi Al di là quindi della non separazione tra chi entra e chi esce, non viene eseguito «triage e misurazione della temperatura ma soprattutto non c’è controllo sulle mascherine». Un ultimo intervento del 3 gennaio da parte dei vigili del fuoco ha rappresentato un motivo di ulteriore preoccupazione: «La chiusura con transenne degli accessi alle rampe e i garage, con l’impossibilità di raggiungere il magazzino dei rifiuti speciali, posteggiare le auto aziendali (che vengono stipate per quanto concede lo spazio all’ingresso, poi sul marciapiede pubblico) e ricaricare l’auto elettrica in dotazione ai servizi, che allo stato attuale risulterebbe quindi inutilizzabile. Le stesse transenne hanno chiuso anche gli accessi pedonali che collegano il parcheggio a pagamento adiacente alla struttura», ma «non prevede agevolazioni per i dipendenti ed è stato attualmente chiuso dalle forze dell’ordine». Il Nursind, al Comune, ha chiesto una dichiarazione scritta «della presenza di condizioni di accesso in sicurezza», ma la risposta è stata uno scarica barile: «l’Amministrazione comunale ha comunicato all’Asl Umbria 1, in qualità di proprietaria, la necessità di provvedere ad effettuare tutti gli interventi volti al ripristino delle condizioni di sicurezza. Accertato che lo stabile non risulta essere inserito tra le proprietà di questo Ente, sarà cura della Usl Umbria1, attraverso i propri uffici tecnici, provvedere alla esecuzione di tutte le opere idonee a salvaguardare la pubblica incolumità. Si ribadisce che eventuali responsabilità connesse a danni arrecati a terzi per il mancato adempimento di quanto sopra esposto e le conseguenti responsabilità connesse all’aggravarsi della situazione segnalata restano in capo alla proprietà».

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