Martedì 5 novembre si è insediato nella Casa Massonica di Perugia il nuovo Collegio circoscrizionale dei Maestri Venerabili dell’Umbria del Grande Oriente d’Italia – Palazzo Giustiniani. E dal nuovo vertice parte la parola d’ordine: trasparenza e basta isolamento. Un orientamento che vuole superare il clima di perenne sospetto nei confronti della massoneria, alimentato peraltro dai numerosi e gravi scandali del passato, dalla P2 in poi.
Le nuove cariche Dopo il triennio di presidenza di Gonario Guaitini, è stato eletto con voto unanime presidente del Collegio dei Maestri Venerabili dell’Umbria Antonio Perelli, che nel programma per il prossimo triennio ha previsto di «rendere sempre più visibile l’azione della massoneria umbra per le finalità tradizionali di libertà, fratellanza ed uguaglianza tra gli uomini, nel segno della continuità e innovazione». Perelli sarà coadiuvato dal vicepresidente Fabio Vallorini e dall’oratore Filippo Santilli. Si avvarrà inoltre di un pool di ispettori e di giudici circoscrizionali, incaricati di vigilare rispettivamente sul buon andamento dei lavori delle “Officine” umbre e sui comportamenti eticamente corretti dei singoli “Fratelli”.
«Massima trasparenza» In particolare Antonio Perelli ha evidenziato che, «coerentemente con la linea tracciata dal Gran Maestro Gustavo Raffi, l’istituzione in Umbria sarà sempre più impegnata ad operare con la massima trasparenza seguendo la strada indicata, già negli anni ’80, dal compianto avvocato Enzo Paolo Tiberi, grande accusatore di Licio Gelli e della Loggia P2, alla cui figura il Comune di Perugia ha intitolato, nei giorni scorsi, un viale in una zona centrale della città». Tra le iniziative di maggior rilievo da sviluppare nel triennio ha menzionato quelle relative al «dialogo da instaurare con la autorità morali e istituzionali della Regione, in un momento storico in cui i cittadini chiedono risposte alle grandi domande della vita ed evidenziano il bisogno di un confronto basato su un’etica civile. Lo dimostra in maniera evidente il successo della piattaforma web SoulPancake che affronta questioni filosofiche e spirituali, culturali e scientifiche, rifiutando qualsiasi affiliazione accademica o religiosa, dove gli utenti (oltre un milione al mese) propongono domande di senso o dilemmi morali sull’esistenza del male, del bene, del libero arbitrio».
Papa Francesco e Napolitano Perelli sottolinea come «anche le recenti posizioni assunte dal Pontefice, su un noto quotidiano nazionale, per un confronto con i laici, coniugate con le iniziative promosse dalla Fondazione Cortile dei Gentili per la crescita spirituale dell’uomo, sono segnali importanti ed anche incoraggianti per superare la storica e spesso presunta incomunicabilità tra la cultura di ispirazione cristiana e la cultura moderna di impronta illuminista». Il nuovo presidente, inoltre, pone in evidenza «il recente messaggio inviato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al Gran Maestro Raffi in occasione dell’equinozio di autunno, dal quale si colgono espressioni di apprezzamento e riconoscimento per il meritorio impegno della massoneria di Palazzo Giustiniani “nel riaffermare principi di solidarietà e di contrasto con ogni forma di integralismo che sono alla base di un’etica civile fondata sul dialogo e sul rispetto reciproco”».
Aprire le porte dei templi Parole che inducono i massoni umbri a «proseguire il cammino del dialogo e del costruire insieme aprendo le porte dei templi alla cittadinanza non tanto per mostrare i luoghi in cui si riuniscono ma soprattutto per far conoscere le radici, la storia, la cultura e la vocazione prioritaria della Massoneria universale di fare agli altri tutto il bene che vorremmo che gli altri facessero a noi».
Dialogo coi giovani Superare quindi «l’isolamento che sempre più sta “conquistando” i giovani appagati dalla navigazione tra i siti web, da You Tube e da altre forme di comunicazione telematica limitando sempre più i rapporti personali e collettivi diretti. La volontà principale pertanto per il prossimo triennio è quella di riservare, soprattutto ai giovani, quello spazio libero di dialogo in cui trovare risposte al loro desiderio di conoscenza senza limitazioni o barriere. Verrà anche data la massima disponibilità alle scuole e alle università per una lettura adeguata e scevra da interpretazioni mediatiche della storia della massoneria umbra basata su testimonianze, testi e documenti, anche inediti, forse non sufficientemente valutati o adeguatamente interpretati in passato».
Qui percentuale di massoni più alta Il presidente sottolinea come «non è certamente un caso che l’Umbria sia la regione italiana con la percentuale più alta di massoni e che nelle città umbre sia visibile la presenza dell’Istituzione con una imponente intitolazione di strade, piazze, edifici e servizi pubblici a massoni illustri come Raffaello Silvestrini, Giuseppe Evangelisti, Mario Angeloni, Annibale Vecchi, Enzo Paolo Tiberi a Perugia, Luigi Pianciani a Spoleto, Domenico Benedetti Roncalli a Foligno e Benedetto Brin a Terni, solo per citarne alcuni. Un’apertura culturale di assoluto rilievo quindi, per superare le ataviche pregiudiziali dei cittadini nei confronti di una Istituzione alla quale tutti gli eletti del Collegio non solo sono onorati di appartenere ma anche fortemente motivati a ribadire che le crociate nei confronti del segreto massonico oggi non hanno ragione di esistere vista l’ampia disponibilità di informazioni editoriali ed informatiche disponibili. Segretezza che oggi sappiamo bene essere una chimera se perfino i capi di Stato possono essere sotto controllo da parte di sistemi satellitari ed informatici».
Siamo un’associazione culturale Sebbene, per Perelli, ci siano stati «momenti storici in cui la massoneria è stata costretta a mantenere l’assoluta segretezza, non per scelta ideologica, ma per la necessità dettata dalle situazioni contingenti, soprattutto quando regimi liberticidi ed autoritari impedivano l’associazionismo e la libera circolazione delle idee, oggi la massoneria è tesa alla completa legittimazione presso l’opinione pubblica mantenendo solo quella riservatezza dovuta a qualunque Associazione culturale o filantropica. La massoneria di Palazzo Giustiniani è una Istituzione iniziatica ma non segreta basata su un contenuto “non comunicabile” e “non esprimibile”, la cui conoscenza è possibile soltanto attraverso l’esperienza vissuta individualmente dai suoi appartenenti».
