La fiaccola Benedettina, sabato 2 marzo, è entrata per la prima volta nel campo di concentramento di Auschwitz e Birkenau, insieme alle delegazioni di Norcia, Subiaco e Cassino.
«Entrare con la fiaccola Benedettina ad Auschwitz, varcare il cancello dove è scritto ’il lavoro rende liberi’ è stata un’emozione profonda, così, così come camminare lungo quelle strade, vistare quei luoghi dove l’efferatezza ha mostrato quanto di peggio l’uomo possa realizzare» ha detto il sindaco di Norcia Nicola Alemanno.

«La presenza delle delegazioni delle città di Norcia, Cassino e Subiaco in questo luogo nel 75esimo anniversario della fine della seconda guerra mondiale assume dunque un significato particolare – ha detto il primo cittadino-. Abbiamo portato qui il messaggio di San Benedetto che pone al centro della vita e di ogni azione del luogo la dignità e la centralità della persona. E’ stata una esperienza che ricorderemo per tutta la vita, legata ancora una volta ad una missione importante per la fiaccola ‘Pro Pace et Europa Una’».

Domenica 3 marzo poi si è svolta la solenne celebrazione eucaristica alla cattedrale dei Santi Stanislao e Venceslao celebrata dall’arcivescovo di Spoleto Norcia, Mons. Renato Boccardo, insieme all’abate di Montecassino Dom Donato Ogliari e al vescovo emerito di Cracovia, Jan Zaiac. «La Parola di Dio ci esorta ad esaminare la propria coscienza quindi, prima di accusare un altro, occorre guardare dentro di noi», ha detto il presule. «Per essere guida di un altro l’uomo deve avere in sé luce e noi pensiamo a Benedetto, arricchito dalla sapienza del Vangelo e con questa forza è diventato padre e maestro di vita per i monaci e la società. L’Europa guarda a lui come modello da imitare e la Fiaccola che è qui, rappresenta i valori di S. Benedetto. È per noi un onore essere qui in questa Basilica Cattedrale ricca di storia – ha continuato – Vorremmo che da qui risuonasse il messaggio di Benedetto per l’ Europa: senza anima non c’è futuro. Riscoprire le radici più autentiche dell’Europa che mettono al centro l’uomo, la pace e l’unione e non muri da innalzare. Benedetto – conclude – ci insegna che il male e la morte non avranno la meglio. Riscoprire allora nel suo nome il bene che c’è nel cuore dell’uomo e nelle nostre comunità, che sarà capace di sconfiggere il male». Nel pomeriggio poi le delegazioni hanno raggiunto il monastero benedettino di Tyniec, uno dei più importanti della Polonia, dove saranno benedette e consegnate quattro lampade con la luce di Benedetto che andranno in altri monasteri dello Stato. Nel corso del pomeriggio si sono esibiti in un concerto il coro San Benedetto Città di Norcia e di Subiaco.

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