di Maria Giulia Pensosi e Ilaria Alleva
Il pampepato Igp di Terni, sotto processo per accuse che vanno dall’appropriazione indebita di provenienza all’istigazione al peccato di gola, è stato assolto. Grande successo domenica pomeriggio per il ‘Processo al pampepato’, uno degli eventi che chiudono la manifestazione Sweet Pampepato, nato da un’idea della giornalista Marta Rosati.
Processo al pampepato L’evento ha trasformato la sala del caffè letterario della biblioteca comunale in un’aula di tribunale. Sono intervenuti Leonardo Latini (ex sindaco, avvocato, nel ruolo di giudice), Maria Sole Giardini (giornalista, nel ruolo di cancelliere), Alessandro Gentiletti (avvocato, ex consigliere comunale, nel ruolo di avvocato della difesa), Edoardo Raspelli (giornalista e critico gastronomico, nel ruolo di Pm), Silvia Santarelli (conduttrice tv, nel ruolo di testimone dell’accusa), Manola Conti (presidente della Pro loco di Marmore nel ruolo di testimone della difesa), Giuseppe Fatati (medico, come testimone della difesa), Ermes Maiolica (ex re delle bufale, attuale presidente del Deta, come testimone dell’accusa), Marco Schenardi (assessore allo Sport, come testimone dell’accusa), Enrico Fratini (collezionista di auto funebri e titolare di un agriturismo, come testimone della difesa) e Crocefisso Miglietta detto Cris (ex calciatore della Ternana, come testimone della difesa). In veste di signori della corte: Giuliana Piandoro della Camera di Commercio dell’Umbria, Tommaso Ferrante, giornalista di Terni today e Ivano Grifoni, rappresentante della poesia dialettale ternana.
Assolto «Il Pampepato di Terni Igp è assolto con formula piena per non aver mai ucciso nessuno anzi per aver contribuito, sin dai tempi antichi, al buon umore anche dei più burberi – questa la sentenza del ‘Processo’ -. Pur avendo, per sua stessa ammissione, arrotondato qualche girovita, è stato accertato come ciò sia avvenuto nella piena consapevolezza delle vittime, che hanno apprezzato l’imputato dalla sua prima apparizione e hanno contribuito alla sua carriera sulle tavole italiane. è stato dimostrato in quest’aula che il Pampepato nel corso della sua esistenza ha arrecato pochi e consapevoli danni, dispensando piacere sopraffino, procurando indubitabile gusto al palato e favorendo la socialità e la sana competizione tra le persone. Per queste motivazioni, il Pampepato, come anticipato, è assolto. Il risarcimento delle spese processuali – è stato disposto – avverrà attraverso la fornitura settimanale di Pampepati, per un triennio, a tutte le associazioni di volontariato e promozione sociale della città di Terni e a Confartigianato di Terni, Camera di Commercio, Comune, Provincia e Regione che hanno contribuito alla riuscita della kermesse Sweet Pampepato. Nel caso in cui l’imputato dovesse sentirsi minacciato, l’Accademia italiana della cucina gli garantirà protezione anche attraverso la disponibilità di custodia presso la residenza del cancelliere o nella città del Cavaliere Arvedi, dagli amici del Torrone di Cremona. Letto approvato e sottoscritto in Terni, alla presenza di un folto pubblico per il processo a un innocente».
Sweet pampepato: la fotogallery
Sweet pampepato Si chiude così la manifestazione che ha animato nel weekend il centro città, gli ultimi eventi ‘Panpops’ il pampepato in versione street food e ‘Terni Milano’ in un corso Tacito gremito di cittadini.
















