Ispettorato del lavoro di Terni

L’Ispettorato del lavoro di Terni potrebbe essere accorpato a quello di Rieti con la sede che verrebbe trasferita nel capoluogo laziale. Il rischio per la Conca sarebbe quindi quello di perdere l’articolazione territoriale del ministero, come teme il consigliere comunale di Forza Italia, Francesco Maria Ferranti, che annuncia un atto d’indirizzo.

Governo nazionale Alla fine del mese di settembre è stato approvato un decreto legislativo che prevede disposizioni di carattere generale per la riorganizzazione delle risorse umane e strumentali. Secondo lo schema redatto, l’ispettorato nazionale del lavoro sarà ridisegnato con sedi interregionali a Milano, Venezia, Roma e Napoli; poi vi saranno degli ispettorati territoriali con sedi nella città capoluogo di provincia ma alcuni verranno accorpati. Stando a quanto emerge, la volontà del governo nazionale sarebbe quella di unificare gli Uffici di Terni e Rieti, mantenendo la sede laziale. A breve dovrebbero essere emanati i decreti attutivi col benestare della presidenza del consiglio ministri. Aspra la reazione del consigliere di Fi Ferranti che richiederà al sindaco di attivarsi per evitare che questo accada.

Forza Italia «Nel nostro territorio – dice Ferranti – da notizie fondate sembrerebbe vi sia una volontà del governo di accorpare Rieti e Terni collocando a Rieti la sede di questo nuovo ispettorato territoriale. Nel nostro caso – afferma – appare incomprensibile e penalizzante una scelta simile , in particolar modo considerando che Terni ha la massima rappresentanza del governo con la Prefettura, mentre Rieti l’ha persa con l’annessione a Viterbo; in secondo luogo – fa notare il consigliere – Terni ha un territorio provinciale con una densità demografica e un numero di abitanti superiore a Rieti e in ultima analisi rappresenta un capoluogo con un tessuto industriale, artigianale e produttivo decisamente più importante di quello reatino, pertanto più bisognoso anche delle attività svolte da questi Uffici del lavoro».

Ferranti Il gruppo Forza Italia annuncia un atto di indirizzo. «Chiederò al sindaco – spiega il presidente Fi – di impegnarsi con le dovute interlocuzioni con il governo centrale, attivando anche i diversi rappresentanti parlamentari del Pd umbro affinché questo importante servizio resti nel territorio e non si proceda con nuove scelte mal ponderate del Governo. Terni – prosegue – è una provincia che vive una profonda crisi economica anche per via della perdita di numerosi centri di potere e gestione istituzionali e privati, come la sede direzionale dell’Ausl 2, la direzione provinciale dell’Ater, la collocazione sempre nel Perugino dell’agenzia regionale per i trasporti, l’unificazione delle camere di commercio e l’unificazione con sede a Perugia delle casse di risparmio. In tutte queste partite – ammonisce – le istituzioni locali e il sindaco non hanno saputo tutelare un territorio, in questo caso interveniamo con decisione in tempi consoni per evitare un altro colpo, peraltro privo di logica, a questo territorio e a questa città.

Rossi Sul rischio di chiusura per accorpamento della sede giovedì mattina è intervenuto anche il senatore Gianluca Rossi (Pd): «La questione dell’ispettorato del lavoro di Terni è alla mia attenzione e di quella degli altri colleghi umbri del Pd: a tal fine ho contattato più volte il ministero del Lavoro per comprendere l’incidenza del provvedimento sul nostro territorio e ho provveduto ad informare il sindaco della nostra città. Nel corso dei vari colloqui intercorsi con il ministero ho evidenziato l’utilità di mantenere nella nostra città la direzione dell’ufficio, non essendo in discussione il mantenimento della sede territoriale. Sono convinto che di ciò si potrà tenere conto nella stesura definitiva del decreto, per evidenti ragioni oggettive riconosciute dallo stesso dicastero».

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