Nuova analisi di Lucio Caporizzi, ex direttore regionale, sulla manovra fiscale della Regione Umbria, entrata in vigore dal primo gennaio. La spiacevole “sorpresa” di inizio 2026 varata dalla giunta di Palazzo Donini è stata in parte compensata dalla contestuale riduzione del prelievo Irpef operato dallo Stato, che interessa più o meno le stesse fasce di reddito colpite dall’addizionale regionale. In Umbria l’aumento dell’Irpef è concentrato su poco più di 35 mila contribuenti, ossia quelli che appartengono all’ultimo scagliano, dichiarando redditi oltre 50 mila euro, nel quale ricadono il 7 per cento dei contribuenti. L’aumento dell’aliquota per lo scaglione tra 28 mila e 50 mila euro, infatti, è stato parzialmente ristorato con una detrazione di 150 euro. CONTINUA A LEGGERE
Irpef, boom di tasse concentrato su 35mila umbri. Gli altri se la cavano
Nuova analisi di Caporizzi sugli effetti della manovra fiscale della regione anche combinati con le riduzioni operate dal governo centrale
