Sandro Fratini (foto archivio Fabrizi)

«Se i primari di Spoleto e Foligno riusciranno a mettere insieme le loro equipe e decidere dove fare le procedure, avremo un ospedale unico con numeri che superano gli standard richiesti, altrimenti soccomberà il più piccolo per bacino di utenza», cioè il San Matteo degli Infermi.

Integrazione ospedali Foligno-Spoleto in commissione Così il direttore generale dell’Asl Umbria 2, Sandro Fratini che martedì pomeriggio si è accomodato insieme al direttore regionale Emilio Duca, di fronte ai componenti della commissione sanità di palazzo Cesaroni, ma anche al vicesindaco di Spoleto Maria Elena Bececco e ai consiglieri comunali Pd, Dante Andrea Rossi e Laura Zampa. L’audizione era stata richiesta nei giorni scorsi dai consiglieri regionali di Spoleto e Foligno Giancarlo Cintioli e Luca Barberini del Pd e Franco Zaffini, capogruppo di Fd’I che hanno chiesto a Regione e Asl di elaborare in 30 giorni il piano d’integrazione dei due ospedali. La discussione ha preso il via dall’accordo Stato-Regioni del 5 agosto nell’ambito del quale è stato approvato il regolamento sulla Definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera, dove vengono tra le altre fissati gli indici riguardanti le unità complesse, cioè i primariati.

Emilio Duca Sul punto Duca ha spiegato: «In Umbria sono in numero appena superiore al consentito, anche se i posti effettivamente ricoperti sono in numero inferiore, ma c’è da rispettare anche una correlazione fra i volumi di attività e gli esiti, definitiva sul postulato scientifico che la mortalità diminuisce nelle strutture che lavorano di più, motivo per cui dobbiamo riuscire a fare rete e a dare una ‘vocazione’ a ogni presidio, evitando doppioni e facendo spostare non solo i cittadini ma anche le equipe mediche. Ad esempio – ha spiegato – uno spoletino si recherà a fare una certa operazione a Foligno, che si trova a 15 minuti di auto, sarà operato in quella struttura dal medico che lo ha seguito. Per fare questo – ha proseguito – è indispensabile raggiungere una buona integrazione ospedaliera che conta più del numero di primari».

Sandro Fratini Ad aggiungere qualche indicazioni sul percorso che dovranno compiere gli ospedali di Foligno e Spoleto è il dg Fratini: «La definizione degli standard ci dà numeri da garantire, obbligandoci a cambiare attraverso un utilizzazione massima di letti e strutture dei due nosocomi, incrementando gli interventi in tutti e due gli ospedali, con equipe che dovranno imparare a lavorare insieme e a spostarsi dall’una all’altra struttura. Se i primari riusciranno a mettere insieme le loro equipe e a decidere dove fare le procedure – ha affermato – avremo l’ospedale unico con numeri che superano gli standard richiesti, altrimenti, soccomberà il più piccolo per bacino di utenza».

Zaffini: «Spiegateci programmazione dei prossimi due anni» Gli elementi forniti da Duca e Fratini, però, non hanno convinto neanche un po’ il consigliere Zaffini: «Va bene distinguere cosa si fa a Spoleto e cosa a Foligno – ha detto – ma dite chiaramente come e quando, per adesso si va a senso unico verso Foligno e non possiamo integrare dicendo qui chiudiamo e là apriamo, tra l’altro le due amministrazioni comunali sono di diverso colore politico ed è quindi certo che scoppierà un caso, quindi finitela coi ‘giochetti’ e spiegate chiaramente la programmazione dei prossimi due anni».

Barberini: «Si acceleri entrando nel merito» Critico anche Barbarini che, dopo aver «condiviso l’analisi fatta dai due dirigenti», ha chiesto «un’accelerazione, perché – ha detto – è necessario calare il discorso nel merito del Piano sanitario, considerando che non ci sono più le risorse di prima e le leggi sono cambiate».

Cintioli: «Scegliete i primari migliori» Diverso il tiro di Cintioli che è invece intervenuto sulla nomina dei due primari di Chirurgia e Anestesia di Spoleto: «Mi auguro che si sceglieranno i migliori e che le modalità di individuazioni siano chiare e non frutto di sotterfugi, data anche la crescita di malcontento fra le due comunità, ma soprattutto affinché si tolga dal tavolo della disputa politica il tema della sanità».

Vicesindaco di Spoleto: «C’è preoccupazione» Prima dell’audizione dei due direttori, la commissione ha acconsentito ad ascoltare anche una delegazione del Comune di Spoleto, composta dal vicesindaco Bececco e dai consiglieri Zampa e Rossi: «Abbiamo approvato all’unanimità – ha ricordato il vicesindaco – una mozione che impegna il sindaco a seguire con attenzione la vicenda del primariato. La città intera chiede che sia salvaguardato il proprio presidio di eccellenza e i posti di lavoro, ma i segnali che abbiamo, come la nomina dei capi dipartimento della Asl Umbria 2 (6 a Foligno, 2 a Terni, 1 a Orvieto e 1 a Spoleto), destano preoccupazione». Nei giorni scorsi, poi, il sindaco Cardarelli ha reso noto di aver richiesto ad Asl e Regione un report sulle attività delle chirurgie dei due ospedali, ma il documento a distanza di venti giorni non sarebbe ancora pervenuto.

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