L'ospedale di Foligno (foto Preziotti)

Giorgio Nicolic, Daniele Pinaglia, Giancarlo Nizzi. Sono loro i tre saggi dell’ospedale di Foligno nominati lunedì dal sindaco di Foligno, Nando Mismetti, che ha quindi compiuto un passo in avanti verso la condivisione del percorso già avviato dal collega di Spoleto, Fabrizio Cardarelli, su input della commissione sanità e del consiglio comunale. Medesima anche la formula adottata da Mismetti che ha anche lui individuato tre medici in pensione.

I saggi dell’ospedale di Foligno In una nota diffusa lunedì il sindaco di Foligno ha spiegato: «È stato avviato un percorso per una collaborazione sempre più stretta con Spoleto che interessa il territorio e l’ospedale – dice – in quest’ottica è stato creato il gruppo di tecnici, riconosciuti dalle comunità per rispondere all’esigenza di dare risposte di qualità in merito alla riorganizzazione dei servizi sanitari in un percorso che coinvolga Asl e Regione. È’ importante collaborare – conclude – per elaborare proposte condivise che, partendo dai servizi territoriali, possano favorire l’integrazione tra le due strutture ospedaliere in prospettiva di un unico ospedale con due sedi». In questo senso, Mismetti allarga l’orizzonte guardando non soltanto a Spoleto, ma anche verso Assisi e verso la provincia di Macerata: «Proprio in vista dell’ospedale unico occorrerà valutare l’impatto che provocherà anche il nuovo tracciato della statale 77 in relazione alle strutture ospedaliere marchigiane e anche il fatto che l’ospedale di Foligno è, da anni, un punto di riferimento per tutti gli abitanti che abitano nella zona di Assisi».

Schiarea contrario Sulla nomina è subito intervenuto il consigliere di Foligno, Lorenzo Schiarea (Movimento per Foligno): «Singolare la solitaria decisione del sindaco di nominare tre medici in quiescenza per approfondire una equivoca integrazione tra gli ospedali di Foligno e Spoleto. Una ennesima confusione di ruoli, non si sa se voluta o inconsapevole, che non produrrà né novità né soluzioni. Sarebbe stato utile e perfino obbligatorio un ruolo partecipe e da protagonista delle istituzioni comunali, consiglio e commissioni comunali che avessero interloquito con l’assessore regionale alla sanità per conoscere gli intendimenti della Regione rispetto al Piano sanitario e sulla organizzazione delle rete ospedaliera. In effetti le competenze in merito sono esclusivamente della Regione e questo rappresenta un motivo in più nell’immaginare che le frettolose indicazioni del sindaco, al di là della rispettabilità dei professionisti indicati, saranno motivo non solo di confusione e di ulteriori ritardi ma anche di nuova incertezza sul ruolo e sul futuro dell’ospedale di Foligno. Mpf chiede al sindaco di abbandonare tentazioni imitatorie nei confronti degli amministratori spoletini, di riportare, come naturale, la questione nelle sedi istituzionalmente competenti e di invitare con la necessaria urgenza l’assessore regionale alla sanità a riferire in consiglio sulle intenzioni riguardo il ruolo e il potenziamento dell’ospedale di Foligno che potrà convivere con quello di Spoleto solo in una ottica di potenziamento e non certo di indistinta integrazione»

 

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