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di Daniele Bovi

C’è anche l’Umbria tra le regioni più colpite per quanto riguarda i contagi da influenza. Secondo i numeri del rapporto RespiVirNet – quello dell’Istituto superiore di sanità che ogni settimana fornisce un quadro della situazione – insieme all’Umbria le altre regioni più colpite sono Lombardia, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Toscana, Abruzzo, Puglia e Sardegna. A livello nazionale della quarta settimana dell’anno il livello d’incidenza è salito da 15,9 casi per mille assistiti a 17,3. «L’incidenza – è scritto nel rapporto – è in forte aumento solo nelle fasce di età pediatrica soprattutto nei bambini sotto i cinque anni di età, in cui l’incidenza è pari a 43,6 casi per mille assistiti (34,8 nella settimana precedente). Stabile nei giovani adulti e negli anziani».

Incidenza Per quanto riguarda l’Umbria secondo l’Iss il tasso di incidenza è pari a 19,7, che sale a 45,9 nella fascia d’età 0-4 anni; valori più bassi per bambini e ragazzi da 5 a 14 anni (23,9), per le persone dai 15 ai 64 anni (17) e per gli ultra 65enni (7); valore, in quest’ultimo caso, da collegare anche all’efficacia dei vaccini. Complessivamente stando ai numeri dell’Iss forniti dai medici sentinella si parla di quasi 16mila umbri a letto con l’influenza. In una nota la presidente della Regione, Stefania Proietti, sottolinea che a oggi sono stati registrati 38 casi gravi di influenza con ricovero ospedaliero a seguito di complicazioni. Generalmente «i sintomi sono lievi» ma nel caso di peggioramento l’invito è quello di contattare il medico «per ricevere tutte le indicazioni utili ed evitare l’accesso diretto al pronto soccorso, quando i sintomi sono gestibili».

Vaccinatevi «Giova ricordare – dice Proietti – che il modo migliore per prevenire l’influenza è vaccinarsi ogni anno, facendo riferimento al proprio medico di medicina generale o pediatra di libera scelta che è in grado di somministrare il vaccino presso il proprio ambulatorio, presso gli ambulatori messi a disposizione dalla Asl o al domicilio degli assistiti non autosufficienti o impossibilitati a raggiungere lo studio medico o altro punto di vaccinazione». Vaccinazione che è «fortemente consigliata alle persone dai sessanta anni di età, ai bambini dai sei mesi ai sei anni compiuti, ai medici, al personale sanitario, anche volontario e in genere, a tutti i lavoratori essenziali dell’area sanitaria». A oggi in Umbria sono state somministrate oltre 191 mila dosi, più che altro a over 65 (oltre 147 mila) e 60-64enni (più di 11 mila).

I pronto soccorso All’ospedale Santa Maria della misericordia di Perugia, il più importante della regione, martedì gli accessi in pronto soccorso sono stati 220, in linea con la media del periodo. Anche dai reparti non si segnalano particolari criticità. Nelle scorse ore invece a livello nazionale il presidente della Sigot Lorenzo Palleschi (la Società italiana di geriatria ospedale e territorio) ha parlato di una crescita di casi che «sta mettendo in affanno gli ospedali, con i pazienti che attendono in pronto soccorso che si liberi un posto in reparto». «Stiamo osservando – ha detto – un notevole incremento del numero di casi di influenza con complicanze a livello polmonare, sia di tipo interstiziale virale, sia da superinfezione batterica». Una situazione che andrà dunque monitorata anche in Umbria.

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