In Umbria ha preso l’influenza poco più dell’1% della popolazione, 11 persone ogni mille abitanti si sono ammalate di tre virus: (A(H1N1)v, AH3N2 e B). Uno il decesso finore. «L’andamento dell’influenza in Umbria viene costantemente monitorato e non è diverso da quella degli scorsi anni, con l’eccezione, ovviamente, della pandemia. Di conseguenza, i cittadini possono stare tranquilli». La rassicurazione arriva dalla Direzione sanità e servizi sociali della Regione Umbria.
In Umbria 10 mila casi «Negli ultimi giorni – precisano dalla Regione – sono comparsi sulla stampa locale alcuni articoli che richiamavano l’attenzione dei lettori sul fatto che in Umbria, nell’ultima settimana di gennaio, si erano ammalate più di 10 mila persone, in termini statistici si direbbe 11 persone ogni mille abitanti. Questo dato è appena superiore alla media nazionale (10 casi ogni mille abitanti) e descrive un andamento tipico delle influenze stagionali, confermando l’ipotesi fatta dagli esperti del verificarsi del picco epidemico intorno alla fine di gennaio e l’inizio di febbraio. Infatti in Italia, durante la quarta settimana del 2011, il numero dei casi di influenza è andato progressivamente aumentando: è stato così registrato un numero di casi superiore a quelli osservati in alcune stagioni influenzali precedenti, ma inferiori quelli che si sono verificati nel caso dell’influenza pandemica (2009-2010) e nelle epidemie stagionali degli anni 2002/2004 e 2004-2005».
Malati i giovani Ad ammalarsi in Umbria, come in Italia, sono soprattutto bambini e ragazzi, mentre le persone con più di 65 anni sono colpite più raramente, anche perché nella nostra Regione, ormai da diversi anni, sono più del 70% i vaccinati che rientrano in questa fascia di età, anche se nell’ultimo anno la copertura vaccinale è leggermente diminuita, probabilmente anche a causa delle informazioni sulla vaccinazione in circolazione in quel periodo.
Un decesso La Direzione evidenzia che quest’anno, su indicazione del ministero della Salute, gli eventuali casi gravi o i decessi, considerato che ancora sta circolando anche il virus pandemico A(H1N1)v, vengono segnalati tramite una specifica scheda: «Sinora si è avuta una notifica di decesso (peraltro in un soggetto già gravemente ammalato) ai primi di gennaio».
In Umbria circolano tre virus Poiché le epidemie stagionali sono causate sempre da più di un virus, per identificare i ceppi circolanti e contribuire alla decisione sulla composizione del vaccino antinfluenzale per la stagione successiva, è in funzione anche in Umbria una specifica sorveglianza “virologica”: alcuni campioni biologici, prelevati dai medici “sentinella” o provenienti da eventuali casi ricoverati negli ospedali, vengono esaminati dal Laboratorio di Virologia dell’Università di Perugia (accreditato a livello nazionale) e segnalati all’Istituto Superiore di Sanità. In Umbria stanno circolando i tre tipi di virus previsti (A(H1N1)v, AH3N2 e B), per i quali si è vaccinato in autunno, così come nel resto del Paese.
Le pracauzioni da prendere Infine, sottolineando di nuovo che «l’andamento di questa influenza viene costantemente monitorato e non è diverso da quella degli scorsi anni, con l’eccezione, ovviamente, della pandemia», la Direzione precisa: «Ciò non toglie, però, che durante i mesi invernali è opportuno comunque osservare alcune banali precauzioni. Infatti, per limitare il diffondersi dell’epidemia bastano semplici gesti come lavarsi spesso le mani con acqua e sapone o gel alcolici, coprire con un fazzoletto di carta da gettare bocca e naso quando si starnutisce o si tossisce, rimanere a casa e a riposo soprattutto nella fase iniziale della malattia».

