Pronti allo sciopero i sindacati Cgil, Cisl, Uil, Cisal, Ugl e Orsa per venerdì 18 novembre. Le signle che hanno sottoscritto il programma della manifestazione, Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Faisa-Cisal, Ugl-Trasporti e Orsa, attraverso un comunicato stampa rendono noti gli appuntamenti. Il personale degli impianti fissi sciopererà le ultime 4 ore del turno, il personale addetto all’esercizio incrocerà le braccia dalle 17.30 alle 21.30 (Autobus, Minimetrò, Addetti alla navigazione lacustre, Scale Mobili, Mobilità alternativa e sosta), il personale addetto alla circolazione dei treni dalle 16 alle 20 (personale di macchina, di bordo e delle stazioni/dco).
Le ragioni «Le ragioni che hanno portato alla proclamazione dello sciopero – secondo quanto riportato sul comunicato stampa unitario – sono: l’emanazione di atti unilaterali riguardanti vari aspetti dell’organizzazione del lavoro, con particolare riferimento alla definizione di turnazioni non concordate sia per il settore gomma che per il settore ferro, uniti alla tenuta da parte di alcuni preposti aziendali di atteggiamenti irrispettosi del ruolo e delle prerogative delle rappresentanze sindacali unitarie; il mancato rispetto degli accordi sindacali aziendali e regionali già siglati nelle ex aziende e ancora vigenti in Umbria Tpl e Mobilità Spa alla luce dell’accordo siglato il 26 ottobre 2010; il mancato avvio del confronto sul piano industriale; la mancata definizione dell’accordo di omogeneizzazione dei trattamenti economici del personale; il non rispetto della sentenza della corte di Cassazione a sezioni unite in materia di riconoscimento degli scatti di anzianità maturati dal personale nei periodi di lavoro con contratto di formazione e lavoro; la mancata stabilizzazione di due unità già impiegate con contratto a termine il cui contratto è scaduto lo scorso 30 settembre».
La polemica «Inoltre continua il comunicato -, se da un lato l’azienda ha richiamato le organizzazioni sindacali al senso di responsabilità rispetto alla situazione devastante generata dai tagli, nonché alla possibile crisi di liquidità legata alle problematiche ereditate dalle ex aziende, dall’altra la stessa continua ad attuare una politica gestionale a giudizio delle stesse organizzazioni sindacali “dissennata” e “non coerente”, con particolare riferimento alle modalità con cui vengono gestite le collaborazioni esterne o con cui si garantisce a personale posto in quiescenza continuità nel rapporto di lavoro, e inoltre continua ad incentivare alcuni dipendenti con indennità ad personam».
«Marini convoca le parti per scongiurare sciopero» «E’ per i motivi sopra elencati, per riaprire un tavolo di confronto serio, per partecipare attivamente e responsabilmente al processo di integrazione della nuova azienda scrivono i sindacati -, che le organizzazioni sindacali si sono viste costrette a dichiarare lo sciopero del 18 novembre, rendendosi pronte, qualora dovesse essere necessario, ad attivare ulteriori e opportune forme di mobilitazione. Ed è per questo che le organizzazioni sindacali hanno chiesto agli enti proprietari (Regione, Province e Comuni) di intervenire facendosi carico delle problematiche che stanno investendo Umbria Tpl e Mobilità. In risposta alle sollecitazioni fatte, nel tentativo di scongiurare lo sciopero, la presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini ha convocato le parti alle 9.00 di venerdì 18 (il giorno dello sciopero) a Palazzo Donini».
La Cgil per la giornata a difesa della sanità pubblica Sono previsti anche in provincia di Terni, venerdì prossimo, presidi e volantinaggi negli ospedali e nei centri salute in occasione della giornata di mobilitazione indetta dalla Cgil a difesa del servizio sanitario pubblico. In particolare, spiega una nota della Cgil, saranno interessati gli ospedali di Orvieto, Narni e Amelia, la sede Asl di via Bramante a Terni, il distretto sanitario di Orvieto, il centro salute di Orvieto Scalo, il centro salute di Fabro Scalo, quello di Colleluna e, ancora a Terni, i centri salute di via Giovanni XXIII e via Floriano. Secondo la Cigl «la giornata di mobilitazione nazionale rappresenterà un importante momento di protesta per chiedere discontinuità rispetto alle politiche del governo Berlusconi, caratterizzate da tagli pesantissimi e super ticket, e accompagnerà lavoratori e lavoratrici, cittadini e cittadine verso la grande manifestazione per ‘il lavorò proclamata dalla Cgil per il 3 dicembre». Tra le proposte del sindacato, la riconversione della rete ospedaliera «a favore dei servizi territoriali, i cosiddetti Centri socio-sanitari del distretto, i quali – secondo quanto proposto dalla Cgil – devono restare aperti 24 ore su 24, garantendo, con la presenza dei medici di base, le cure primarie, visite ed esami e fornendo i primi soccorsi ai codici bianchi e segnalazioni ai 118».

