Con la nomina dei rappresentanti di Anci e Regione diventa operativo il tavolo interistituzionale nato con lo scopo di migliorare l’efficacia degli investimenti, finanziati grazie ai proventi delle multe, in sicurezza stradale. I rappresentanti di Anci sono il sindaco di San Gemini, Leonardo Grimani (che è anche coordinatore della consulta sicurezza polizia locale), il sindaco di Bastia Umbra Stefano Ansideri e l’ingegner Luigi Casagrande per il Comune di Gubbio. Per conto della Regione invece sono stati designati l’ingegner Claudio Casciotti, l’ingegner Alberto Rossi e l’architetto Michele Farabbi della sezione infrastrutture viarie del Servizio infrastrutture per la mobilità.
Il protocollo Il protocollo d’intesa tra Comuni e Regione ha lo scopo di promuovere un più stretto raccordo tra le due realtà in materia di pianificazione, programmazione e attuazione di interventi per migliorare la sicurezza stradale, e prevede per gli interventi che vengono giudicati meritevoli un cofinanziamento regionale pari al 20% del medesimo, con un tetto massimo di 70 mila euro. «Il cofinanziamento della Regione – spiega l’assessore regionale Stefano Vinti in una nota – andrà a contribuire ai costi di progettazione, realizzazione, collaudo e monitoraggio dei progetti presentati dalle amministrazioni in materia di sicurezza e per i quali sono state individuate diverse linee di azioni: creazione di aree e circuiti ad elevata sicurezza per la mobilità autonoma dei bambini a piedi e in bicicletta, miglioramento della sicurezza della mobilità stradale sul lavoro che nel 2010 ha determinato il 50 per cento delle morti sul lavoro o in itinere, promozione di modelli di mobilità più salubri, più sostenibili e più sicuri, basati sullo sviluppo di mobilità non motorizzata e su trasporto pubblico, miglioramento della sicurezza stradale negli attraversamenti urbani».
Fauna selvatica Novità ci sono anche sul fronte degli incidenti che coinvolgono la fauna selvatica, come i cinghiali ad esempio. Secondo quanto annunciato lunedì dall’assessore all’Agricoltura Fernanda Cecchini, sarà direttamente la Regione a gestire, in via sperimentale per un anno, le pratiche di risarcimento dei danni, lasciando a carico della polizza assicuratrice solo i danni superiori ai 20 mila euro». La decisione è stata presa in seguito alla crescita delle spese sostenute da palazzo Donini per far fronte a questo tipo di incidenti. L’attuale gestione infatti prevede un contratto assicurativo con oneri per 1,010 milioni di euro di premio assicurativo, franchigia aggregata annua di 940 mila euro e franchigia per sinistro di 25 mila. Negli ultimi anni il costo complessivo del premio assicurativo e relativa franchigia per la Regione è andato progressivamente crescendo.
Meno costi «Inoltre – ha aggiunto l’assessore – la polizza è stata disdettata anticipatamente dalla Compagnia assicuratrice in quanto ritenuta eccessivamente onerosa e da una indagine effettuata sul mercato, l’onere con nuove assicurazioni, per premio annuo e franchigia, sarebbe superiore al precedente». A supporto dell’attività di istruttoria e di risarcimento operata dall’ente saranno attivati una convenzione con apposito studio peritale, attraverso evidenza pubblica, per la valutazione dei danni materiali ed eventuali danni biologici e una polizza assicurativa che garantisca, come detto, la copertura dei soli danni catastrofali superiori a 20 mila euro. Relativamente alle azioni mirate alla diminuzione dei danni, Cecchini ha poi ricordato che la Giunta regionale ha avviato la modifica del regolamento per il prelievo venatorio del cinghiale con l’obiettivo di rafforzare il contenimento della specie che provoca la maggioranza dei danni, attraverso l’ampliamento dei metodi consentiti per il prelievo venatorio e l’introduzione di criteri di priorità nella assegnazione dei settori alle squadre per la caccia in braccata.
