di Fra. Mar. e Dan. Bo.

Niente che non si immaginasse. Ma, dopo la conferenza dei servizi, è la stessa prefettura a scrivere, nero su bianco in un comunicato stampa, che è stata accertata la sussistenza dei requisiti previsti dall’articolo 32 della legge 114- 2014 in «ordine ai contratti di Gesenu e Gest tuttora in corso». Il prefetto, si è quindi «riservato di assumere le conseguenti determinazioni di competenza previ i contatti del caso con l’autorità nazionale Anticorruzione»ovvero la nomina dei commissari che provvederanno a far continuare gli appalti già in essere. Per quanto riguarda invece la Ecoimpianti, la prefettura si è invece riservata «di procedere ad un approfondimento sulla base di ulteriori elementi conoscitivi che dovranno essere acquisiti presso le stazioni appaltanti interessate che hanno sede in Sardegna». Tornando quindi a Gesenu, che nelle ultime ore è nel pieno di una crisi senza precedenti, verranno presto nominati il o i commissari che dovranno occuparsi dei contratti già esistenti, come previsto dalla normativa antimafia.

La riunione Alla riunione, presieduta dal prefetto Antonella De Miro, erano presenti l’assessore regionale all’ambiente Fernanda Cecchini, il vice sindaco di Perugia Urbano Barelli, il sindaco di Marsciano Alfio Todini (anche nella qualità di vice presidente dell’ambito territoriale integrato Umbria 1), nonché i rappresentanti della direzione territoriale del lavoro dell’Umbria, delle aziende sanitarie e regionali dell’Umbria, della Provincia di Perugia e di numerosi Comuni della provincia, nonché quelli di Viterbo, Montefiascone e Fiumicino. Nel corso dell’incontro è stata da tutti rappresentata la necessità di garantire, nell’interesse pubblico, la prosecuzione di funzioni e servizi indifferibili la cui interruzione, trattandosi di attività collegateall’igiene urbana ed alla raccolta e smaltimento dei rifiuti, andrebbe ad incidere gravemente su diritti fondamentali costituzionalmente garantiti.

TUTTO SULL’INCHIESTA GESENU

Il Comune E in mezzo a questo tsunami il più esposto è proprio il Comune di Perugia. Da una parte socio pubblico di Gesenu e dall’altra dipendente dal servizio di raccolta e smaltimento rifiuti di Gesenu che, se interrotto farebbe precipitare la città nel caos. «In Comune – ha detto il vicesindaco Urbano Barelli – si sta lavorando per rimuovere le criticità che hanno causato il provvedimento interdittivo antimafia. Siamo in riunione permanente e quando avremo preso una decisione, la renderemo nota». Ed effettivamente, almeno una presa di posizione netta contro la proposta di soci privati di nominare come ad un uomo indagato in Calabria per smaltimento illecito di rifiuti, è stata da più parti, ripetutamente auspicata. Ma almeno fino ad ora, il sindaco, contattato personalmente da alcuni giornalisti giovedì mattina in Comune, non ha voluto commentare a voce alta nessuna delle utime novità intervenute nella crisi Gesenu. E, puntualizzando che avrebbe parlato quando opportuno, si è riunito in una sorta di gabinetto insieme anche all’avvocato Caforio e all’ex consigliere regionale Fiammetta Modena, ascoltata consigliera del sindaco.

SCONTRO COMUNE-SOCI PRIVATI

Cecchini «La Regione Umbria – si legge inoltre in una nota dell’assessore Fernanda Cecchini – assicura la piena collaborazione per garantire la continuità della gestione della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti e conferma il sostegno all’azione del prefetto De Miro». «Di fronte a un fatto gravissimo, estraneo al costume e alla cultura umbra – rileva Cecchini – fin dal primo momento abbiamo dato pieno sostegno alla doverosa azione del prefetto Antonella De Miro, che ringraziamo per il lavoro che sta svolgendo e che è straordinario tanto più per il fatto di essere inedito nella nostra regione. Perugia e l’Umbria non possono essere infatti accomunate a realtà che non hanno tra i principi fondamentali del proprio agire politico e amministrativo la difesa della legalità. Allo stesso tempo – riferisce l’assessore – abbiamo rappresentato al Prefetto la centralità che riveste nel sistema regionale dei rifiuti la città di Perugia e tutti i comuni ricompresi nell’Ati 2 in cui operano Gesenu e le altre società collegate, che rappresentano più del 40% della produzione di rifiuti urbani regionale. Un rallentamento o un’interruzione del servizio comprometterebbe dunque seriamente il sistema regionale di gestione dei rifiuti e metterebbe a rischio l’attività lavorativa e l’occupazione di 865 lavoratori».«Abbiamo pertanto espresso la necessità che a fronte dei necessari provvedimenti interdittivi – dice l’assessore – sia assicurata nei modi consentiti dalla legge la continuità di servizi essenziali per la tutela igienico-sanitario, la tutela dell’ambiente, delle popolazioni e dei territori interessati. La Regione metterà a disposizione informazioni, uffici e quanto necessario a supporto dell’azione del Prefetto».

VIDEO: MARCONI SU DIMISSIONI
VIDEO, INTERVISTA AD GENTILE
VIDEO, COMUNE: «IMPRESSIONA TUTTI QUANTO ACCADE»

Nota sindaci Trasimeno Era di martedì pomeriggio invece la nota dei sindaci del Trasimeno e Corciano con cui tengono a ribadire la loro «assoluta estraneità alle note vicende sui rifiuti, sulle quali si augurano che si faccia chiarezza fino in fondo e in breve tempo». Con questa nota, i sindaci «intendono informare i cittadini circa le politiche adottate negli ultimi tempi. Come soci di maggioranza di TSA si ribadisce che si tratta di un’azienda sana e autonoma. I Comuni soci hanno spinto ancor di più in tal senso al punto che l’amministratore delegato, che da statuto è di nomina da parte del socio privato più grande (Gesenu), nell’ultimo mandato non è stato nominato, in virtù di una precisa volontà di preminenza pubblica ed autonomia gestionale. Tutti i consigli comunali hanno approvato, prima dell’assemblea di TSA di inizio 2015, modifiche statutarie volte a ridurre il potere dell’amministratore delegato. I sindaci si augurano che il sistema regionale dei rifiuti possa essere interamente riorganizzato anche attraverso la ricerca di nuovi e qualificati soggetti. Infine, anche alla luce degli ultimi accadimenti, i sindaci del Trasimeno e Corciano auspicano il superamento degli attuali vincoli contrattuali al fine di ottenere un servizio più efficiente e contenere i costi».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.