La Procura di Perugia

di Maurizio Troccoli

Compete ai magistrati perugini individuare ‘la talpa’ che avrebbe cercato di fermare le indagini del procuratore romano Giancarlo Capaldo, sulla vicenda che vede coinvolta Finmeccanica, o perlomeno avrebbe lavorato per venire a conoscenza delle informazioni presenti nel fascicolo che è nelle mani del sostituto procuratore romano. Individuare la talpa quindi è la missione consegnata, per competenza, nelle mani dei magistrati perugini perché sono i magistrati del capoluogo umbro competenti sulle questioni giudiziarie che vedono coinvolti i magistrati romani sia come parti lese, sia in caso di indagati. Ma facciamo un passo indietro per capire meglio il peso specifico di una inchiesta che accende i riflettori della cronaca nazionale e ha un perimetro di natura internazionale, vedendo coinvolto uno dei colossi italiani, Finmeccanica, leader nel settore dell’industria aerospaziale ed una delle più grandi realtà economiche del mondo.

Volevano fermare il procuratore Secondo quanto riportato, questa mattina, da Corriere.it,

I protagonisti sarebbero membri di una nuova cricca, secondo gli inquirenti, ovvero funzionari che avrebbero lavorato alla creazione di un sistema di appalti e subappalti validi alla realizzazione di fatture gonfiate che sarebbero servite a creare fondi neri con i quali pagare tangenti a politici e manager.

«Spiccano i nomi del presidente dell’Enav Luigi Martini e del capo delle relazioni esterne della holding Lorenzo Borgogni, che i magistrati romani accusano di essere uno dei terminali del sistema di corruzione», scrive il Corriere. Insomma i due funzionari Martini e Borgogni, al centro dell’inchiesta della magistratura capitolina, con l’ipotesi di essere i manovratori di nuova cricca che vede coinvolte l’Enav e la Selex (società controllata da Finmeccanica che vede a capo la moglie di Pier Francesco Guarguaglini, il numero uno del colosso aerospaziale) sarebbero stati intercettati dal Ros, mentre annunciavano ‘una botta’ che stava per colpire il procuratore Capaldo con effetti tali da metterlo nelle condizioni di dovere abbandonare le indagini. Almeno è questa l’interpretazione che gli inquirenti danno alla telefonata intercettata. Ma vediamo i dettagli, secondo quanto scritto da Corriere.it.

La telefonata «Viene captata una telefonata tra Martini e Borgogni che commentano gli ultimi sviluppi. ‘Stai tranquillo – afferma il primo – perché ora arriva una botta della finanza che gli farà perdere l’inchiesta’. Capaldo capisce che è lui l’obiettivo.  Nulla accade fino agli inizi di ottobre scorso, quando il nucleo di polizia tributaria della capitale trasmette ai magistrati una informativa sugli affari di Enav. Il capo dell’ufficio delega il pubblico ministero Paolo Ielo che dispone nuove verifiche. Procede ipotizzando il reato di corruzione nei confronti dei vertici dell’Ente e quando il quadro delle presunte responsabilità appare delineato informa i capi dell’ufficio che intende eseguire perquisizioni negli uffici e nelle abitazioni degli indagati. In quel momento la trama dei sospetti viene così svelata, Ielo viene informato dell’esistenza dell’intercettazione tra Martini e Borgogni. Si valuta la possibilità che la ‘botta’ di cui parlavano sia proprio quell’informativa consegnata dai finanzieri. Si cerca di capire chi possa aver informato i due manager che effettivamente la Guardia di finanza avesse avviato verifiche sull’Enav. Si scopre così che lo spunto per gli investigatori del nucleo di polizia tributaria è stato fornito da una denuncia su irregolarità fiscali che però è arrivata in forma anonima».Insomma chi c’è dietro quella informativa anonima indirizzata alle fiamme gialle? E cos’altro avrebbe in mano questo soggetto anonimo da potere trasmettere agli indagati per avvantaggiarli rispetto al lavoro della procura? E’ questo il rebus in mano ai magistrati perugini. Un rebus che preoccupa il procuratore Capaldo, già ascoltato, soprattutto per la fuga di notizie che ci sarebbe potuta essere ad opera della talpa e che riguarderebbe le informazioni riservate presenti nel suo fascicolo.  Il rebus in queste ore è nelle mani del procuratore capo, di Perugia Giacomo Fumu.

Ecco come funzionava la cricca. Scrive il Corriere. «Enav passava gli appalti a Selex, che a sua volta individuava le ditte per i subappalti. La maggior parte venivano affidati a Techno Sky, a sua volta controllata da Enav. Gli altri finivano a pochi privilegiati scelti a trattativa privata che così ricevevano un fiume di denaro». A loro volta queste aziende emettevano fatture sovradimensionate nei confronti di Selex. E’ quanto emerso dalle prime dichiarazioni ai magistrati.

La difesa di Borgogni il legale di Lorenzo Borgogni precisa, a quanto si apprende, che il direttore delle relazioni esterne del gruppo Finmeccanica «si e’ limitato ad ascoltare quanto diceva Martini senza nessun interesse per quanto gli veniva riferito e con la consueta diffidenza nei confronti delle miriadi di notizie in circolazione sull’argomento». Borgogni, scrive il legale, «non era per nulla interessato alla ‘botta’ che sarebbe dovuta arrivare al dottor Capaldo costringendolo a lasciare l’indagine, in quanto all’epoca dell’intercettazione Lorenzo Borgogni non era stato neppure convocato come testimone e non aveva e non ha, comunque, nessun interesse alla sostituzione del dottor Capaldo». La lettera sottolinea anche che «ancora non si capisce ne’ come l’informativa presentata dalla Guardia di Finanza potesse determinare il passaggio dell’inchiesta al dottor Ielo ne’ in cosa consista il tentativo di esercitare pressioni indebite sulla Procura di Roma e chi e come avrebbe dovuto esercitarlo». Il legale ritiene poi «opportuno sottolineare» che Lorenzo Borgogni «e’ stato sentito esclusivamente come testimone dalla Procura di Perugia».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.

One reply on “Inchiesta Finmeccanica, i magistrati perugini a caccia della ‘talpa’”

Comments are closed.