L'incontro in Regione

di N.M.

La Regione si allinea al Comune di Terni nelle misure per la riduzione dei carichi inquinanti derivanti dagli impianti di incenerimento, con l’indirizzo di avviare sin da subito un percorso di approfondimento sui temi della tutela di salute e ambiente.  Questo, in estrema sintesi, il risultato del summit andato in scena lunedì mattina a Perugia tra gli amministratori dei diversi livelli istituzionali coinvolti nella questione ex Printer.

Il presidio in Provincia: fotogallery
Parla il portavoce del comitato No Inc: video

Percorso su ambiente A tutti i presenti alla riunione è apparso chiaro e necessario dover partire il prima possibile con una serie di approfondimenti su tutela della salute e ambiente in relazione alla fragilità ambientale del territorio ternano, e con particolare riferimento alla qualità dell’aria. Alla riunione svoltasi a Perugia, convocata dalla presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, cui hanno partecipato gli assessori regionali Fernanda Cecchini e Luca Barberini, il presidente della Provincia di Terni e sindaco della città, Leopoldo Di Girolamo, i responsabili dell’ArpA e della Asl 2.

Presidio a Palazzo Bazzani contro Acea: fotogallery
Fabio Neri del comitato No Inceneritori: video 

Documento su qualità dell’aria Si lavorerà dunque all’elaborazione di un documento operativo, risultante dalle attività di monitoraggio delle componenti inquinanti e alla loro presenza rispetto al vigente Piano della qualità dell’aria, un documento – si legge nella nota della Regione – che affronti le diverse tipologie di impianto con particolare riferimento al sistema di trattamento dei rifiuti che operano nel territorio, in relazione, appunto, alle loro emissioni, con l’obiettivo imprescindibile di tutela della salute e della sicurezza dei cittadini. Nell’elaborato saranno presenti anche suggerimenti per l’attivazione di percorsi tecnici e l’utilizzo delle migliori tecnologie da parte delle imprese operanti, al fine di poter proseguire l’attività.

Regione allineata con Comune  L’allineamento fra Regione e Comune si legge anche nella nota diffusa dall’assessore comunale all’Ambiente, Emilio Giacchetti, a margine dell’incontro. «Questa mattina (lunedì, ndr) ho partecipato insieme al sindaco al tavolo tecnico e politico convocato dalla presidente Marini in merito alle autorizzazioni inerenti i due impianti di incenerimento di Terni, una riunione ampiamente comunicata e che per gli amministratori del comune di Terni è stata una nuova occasione per ribadire in maniera chiara e trasparente che siamo contrari ad ogni nuovo tipo di emissione legata all’incenerimento e che anzi – conclude Giacchetti – lavoriamo per una riduzioni di questo tipo di carichi inquinanti. Posizione, questa, condivisa anche dalla presidente della Regione». Lo spostamento di Giacchetti a Perugia è stato oggetto di querelle e di attacco verso l’assessore da parte del gruppo M5S, che hanno accusato l’assessore di aver mancato alla risposta di alcune interrogazioni. “Ho partecipato al tavolo con orgoglio, sincerandomi anche che entro il primo pomeriggio a tutto fosse data stata risposta – ha detto Giacchetti. Si lavora con i fatti – ha aggiunto – e non con chiacchiere puerili e schiamazzi”.

No del Comune e diniego autorizzazioni L’incontro ha fatto seguito alle vicende che si sono sviluppate nella scorsa settimana durante le due riunioni nelle sedi della Provincia di Terni, dove si è svolta la conferenza dei servizi che ha visto Regione, Comune, Asl e l’azienda Tozzi holding discutere delle possibilità di riaccensione e riadeguamento dello stabilimento ex Printer. La Regione, venerdì scorso, aveva negato la Via (Valutazione di impatto ambientale) all’azienda e l’Asl si era accodata anche al parere negativo arrivato dal Comune di Terni. Durante la giornata si era tenuto anche un presidio di protesta del comitato No Inceneritori.

Aggiornamento a fine mese L’incontro in Provincia, a Terni, è aggiornato tra non meno di due settimane, quando Tozzi holding fornirà alla Regione i nuovi dossier sull’aria, richiesti dall’ente come precondizione per concludere la fase istruttoria. Una volta ricevuti dall’azienda i documenti mancanti, l’Arpa li analizzerà, li consegnerà alla Provincia e ci si rivedrà per un nuovo tavolo tecnico-politico.

Twitter @noemimatteucci

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