Una ditta svizzera capofila dell'Ati che realizzerà lo studio di fattibilità

di Daniele Bovi

Il primo passo che porterà alla costruzione di un inceneritore nel Perugino è stato fatto. E’ infatti una società svizzera, la Tbf+Partners Ag, la società capofila dell’associazione temporanea di imprese che si è aggiudicata il bando dell’Ati2. Bando con il quale è stato messo a gara lo studio sul tipo di tecnologia da utilizzare e sulla scelta del sito. Le altre tre aziende che compongono il raggruppamento arrivano da Gubbio, da Bergamo e da Bologna: per quanto riguarda la prima, si tratta della Ecoazioni, mentre la seconda è la Oikos Progetti. La terza, la bolognese Area Srl, è una società che si occupa di pianificazione finanziaria, consulenza e marketing in settori come quello dei rifiuti, idrico, agroalimentare, infrastrutture ed energie rinnovabili.

Il bando L’Ati (l’associazione temporanea di imprese) si è aggiudicata il bando con un punteggio di 66,29 su 100 proponendo un ribasso del 10,4%. A conti fatti, l’esborso per lo studio di fattibilità che l’Ambito territoriale del Perugino pagherà ammonta a 149.975 euro (184 mila considerando l’Iva). Per il perfezionamento della gara, a questo punto, manca solo la stpula del contratto tra le parti.

Chi sono L’azienda svizzera, fondata nel 1964 e capofila del progetto, sul proprio sito si descrive come «una società di ingegneria attiva a livello internazionale» che «dispone di collaboratori specializzati nelle maggiori discipline dell’ingegneria e delle scienze naturali». La Oikos è invece una realtà che si occupa di consulenza e progettazione ambientale ed è nata nel 2005. Nello stesso campo, quello della progettazione e della ricerca in ambiti green, opera anche la società eugubina. In realtà parlare di «inceneritore» è riduttivo in quanto lo studio si dovrà occupare anche, come prescritto dal Piano regionale dei rifiuti approvato nel 2009, di quella che è la migliore tecnologia che dovrà servire alla cosiddetta «chiusura del ciclo dei rifiuti». Chiusura che altro non è che la distruzione del 35% di rifiuti «indefferenziati» mentre il restante 65% (quota da raggiungere nelle speranze della Regione entro il 2012) dovrà essere differenziato.

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One reply on “Inceneritore, azienda svizzera sceglierà il sito e la tecnologia. Altre tre società coinvolte”

  1. Chiusura che altro non è che la distruzione del 35% di rifiuti «indefferenziati» mentre il restante 65% (quota da raggiungere nelle speranze della Regione entro il 2012) dovrà essere differenziato.
    Buongiorno il termine usato DISTRUZIONE del 35%… è scientificamente sbagliato visto che l’ormai stracitata legge di Lavoisier (del 1789!) dice che “in natura nulla si crea nulla si distrugge, tutto si TRASFORMA”

    grazie dell’attenzione
    Giovanni Vantaggi coordinatore per l’Umbria Isde-Italia

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