di Ivano Porfiri
I valori delle diossine non destano allarme. Lievemente superiore al normale, invece, i cosiddetti Ipa ovvero gli idrocarburi policiclici aromatici, un altro dei componenti tipici derivati dalla combustione di petrolio o suoi derivati. Sono i primissimi risultati delle analisi sui campioni di verdure a foglia larga raccolti in tre punti (Sant’Egidio-Pianello, Balanzano e Sant’Andrea di Agliano) intorno al luogo dell’incendio del 10 marzo scorso a Ponte San Giovanni. Li hanno resi noti Arpa e la Usl Umbria 1 nel corso della conferenza stampa, tenuta insieme al Comune di Perugia, sugli sviluppi del rogo alla Biondi Recuperi.
ARPA: DIOSSINE ALTE NEL GIORNO DEL ROGO
Emergenza superata «Il grave avvenimento ha destato forte preoccupazione – ha esordito il vicesindaco Barelli -, abbiamo avuto per due giorni picchi di inquinanti ma, alla luce dei dati raccolti in queste settimane, possiamo dire che la fase di emergenza è stata superata, anche grazie alle condizioni meteo. Ora proseguiamo monitorando le ricadute sul terreno intorno al luogo dell’incendio nella speranza di revocare presto anche l’ordinanza sul consumo di ortaggi». Anche il sindaco Romizi è intervenuto per ringraziare tutte le istituzioni che hanno collaborato per affrontare l’emergenza. «Abbiamo informato la popolazione con tempestività», ha detto.
FOTO: IL ROGO E LA COLONNA DI FUMO
I risultati delle analisi I tecnici dell’Arpa hanno poi fatto il punto sulle analisi. «I risultati delle centraline hanno evidenziato una concentrazione alta di inquinanti nelle ore in cui il rogo si stava sviluppando – ha sottolineato Donatella Bartoli, dirigente del laboratorio di Arpa Umbria -, ora invece stiamo analizzando i campionamenti sui vegetali. Abbiamo, al momento, solo alcuni risultati non completi sulle verdure. Quelli su uova e latte, invece, arriveranno la prossima settimana, così come quelli sui terreni. Dai primi risultati possiamo dire che non prevediamo un danne ambientale elevato». Va sottolineato come i confronti dei valori delle analisi non siano, in questo caso, con una soglia di legge, bensì con i dati su vegetali simili lontani dalla zona del rogo. Giorgio Mascetti del dipartimento Prevenzione dell’Usl, ha evidenziato come questi primi dati non inducano a particolari allarmi per le diossine. «Abbiamo qualcosa in più per gli Ipa ma anche qui servirà aspettare perché lo spettro è ampio e andrà analizzato nel dettaglio. I metalli, invece, sono nella norma».
Effetti sul sito Patrizia Bodo della Usl ha poi ricordato come siano, al contrario, rilevanti gli effetti nel sito della Biondi. «La concentrazione di inquinanti si è rilevata elevata, chi ci lavora si espone a livelli considerevoli. Saranno quindi sottoposti a sorveglianza sanitaria e proseguiremo il monitoraggio». Anche il dirigente della protezione civile del Comune, Vincenzo Piro, ha insistito sulla tempestività dell’intervento. «Già il lunedì abbiamo provveduto a ripulire i filtri dell’aria nelle scuole e negli uffici pubblici», ha rimarcato.
Trasparenza Una delle questioni sollevate da molti cittadini in quelle ore concitate è stata quella della velocità nel fornire informazioni e istruzioni alla popolazione. «È del tutto evidente che la gente si preoccupa quando vede una nuvola nera e fa bene – ha detto il direttore generale di Arpa Umbria, Walter Ganapini -. È però, altresì, fondamentale che si capisca come servano tempi tecnici per fare alcune analisi. Alcune, come quelle delle polveri, sono frutto di un monitoraggio continuo, altre serve il tempo del deposito al suolo e solo dopo possono andare in laboratorio. Posso dire che i tecnici Arpa agiscono con trasparenza, competenza e indipendenza e sono anche stanchi di sentire il proprio lavoro messo in discussione. Non c’è motivo di nascondere niente. Appena abbiamo avuto i risultati li abbiamo subito trasmessi a Usl e Comune per le decisioni del caso». La scelta di chiudere le scuole, è stato detto, è stata frutto innanzi tutto di una valutazione: la sera del 10, quando è stata firmata l’ordinanza, l’incendio era ancora in corso e non si sapeva quando sarebbe stato spento. Confermato, infine, che non ci sono stati accessi al pronto soccorso causati dall’incendio. «Solo qualche telefonata di persone che il lunedì mattina sentivano un odore acre e chiedevano come comportarsi», ha rivelato Mascetti della Usl.
Pd: «Giunta da censurare» Sull’incendio è intervenuto anche il gruppo Pd al Comune, che ha ricordato l’appuntamento con il consiglio grande sul tema «da noi richiesto e calendarizzato per il prossimo 27 marzo». «Ad una Giunta assente, silenziosa e impreparata – si legge in una nota – si sono sostituiti alcuni collaboratori della Giunta che, a fronte di legittime richieste di chiarimenti ed informazioni da parte di una popolazione impaurita e giustamente preoccupata per la propria salute, hanno, come loro costume, utilizzato i social come una clava per tacitare le proteste, deridere le domande, offendere ed insultare. Oggi, a dieci giorni dall’incendio e dalla nube tossica, il vicesindaco Barelli – il Sindaco Romizi è tutt’ora assente su questa problematica, come del resto su tutti gli altri temi della città – ha convocato una conferenza stampa per presentare i dati riscontrati sulla base delle rilevazioni effettuate da Arpa. Crediamo che quello della Giunta sia un comportamento da censurare da parte di tutti i consiglieri comunali e da parte della stessa Presidenza del Consiglio, poiché svilisce il ruolo e le prerogative del Consiglio comunale. Auspichiamo che nel Consiglio Comunale Aperto convocato per il 27 marzo, a cui sono stati invitati Regione, Asl, Arpa, Università, carabinieri e vigili del fuoco, avremo risposte chiare ed esaustive in merito alla situazione ed ai rischi di quella che purtroppo è una vera e propria emergenza ambientale».
