I boschi di Spoleto dopo l'incendio dell'estate 2012

di Iv. Por.

Il 2012 è stato il peggiore degli ultimi 20 anni per gli incendi in Umbria, con 190 roghi e 1.536 ettari andati in fumo. Lo sostiene il Corpo forestale dello Stato, secondo il quale occorre  risalire  al  1993  per  trovare  una  annata  simile  per  gravità  e  numero di  incendi  (189  con 1.953 ettari  bruciati).  In  confronto  alla  media  degli  ultimi  cinque  anni  si  registra  un  incremento  del  93%  in  numero   e  di  ben  cinque  volte  in  superficie . Rispetto  al  2007,  il  più  recente  tra   i  peggiori  anni  della  serie  storica,  l’incremento  è  del  19%   in  numero  (160  gli  incendi  nel  2007)  e   del   52%  in  superficie (1.007 ettari nel 2007).

Già dall’inverno Al  raddoppio  del  numero  di  incendi  verificatisi  nell’anno  hanno  contribuito certamente  le  particolari  condizioni  climatiche  che  hanno  facilitato  l’innesco  e  l’espandersi  degli incendi. Un  sensibile  incremento  del  fenomeno  si  è   registrato  già  a  fine  inverno  e  prima  del  risveglio  primaverile  della  vegetazione favorito  dal  deficit idrico, del 38% rispetto alla media delle  precipitazioni  annuali,  con  cui si  era  chiusa  l’annata precedente.  Gli  incendi  di  questo periodo sono  un  fenomeno tipico delle  regioni  del  nord  e  prealpine, per  l’Umbria  costituiscono  una  anomalia.

Estate record Successivamente l’estate  2012, secondo il CNR, è stata  la seconda estate più calda dal 1800 ad oggi,  con  una  anomalia  di  +2,3  gradi  rispetto  alla  media del  periodo  di  riferimento  1971-2000,  più  calda è  stata  solo  l’estate  del   2003.  La  stagione è stata  caratterizzata  da  sette  successive  ondate di  calore  originate  dagli  anticicloni  africani,  quasi  ininterrotte  l’una  dall’altra, che  hanno  mantenuto  la  temperatura  su   valori  medi  elevati.  Altresì  l’estate 2012  ha  fatto  registrare  importanti  anomalie  per  quanto  riguarda  le  precipitazioni,  ossia  l’assenza  di  piogge.  Secondo  il  CNR  si   è  chiusa  con un deficit a  livello  nazionale  del  48%  rispetto  alla  media,  collocandosi all’undicesimo  posto   tra  le  estati  più  siccitose  degli  ultimi  200 anni.

Incendi a Perugia e Terni Nel  2012  in  provincia  di Perugia  si  sono   sviluppati   128  incendi   pari  al  67%  del  totale regionale  per   una  superficie  boscata   complessiva  di  circa  680  ( seicentoottanta )  ettari,  pari  al  44%  della  superficie  totale  regionale  andata  in  fumo .  In  provincia  di Terni   con  62  incendi,  pari al  32%  del totale regionale,  si  sono  registrati  i danni  peggiori  per  quanto  riguarda  la  superficie  boscata  andata  in  fumo,  risultata di  ben   850 (ottocentocinquanta)  ettari,   pari al  55% della  totale regionale.  Nel  2012  in  soli  due  incendi, con  analoghe  superfici, sono  andati  in  fumo  circa  cinquecento  ettari  di bosco,  rispettivamente  in  località  Priorato del  Comune  di   Acquasparta (TR)  con inizio il  19 luglio  e  della durata  di  tre  giorni,  l’altro  incendio,  iniziato il  giorno  successivo  dalla  località  di  Molinaccio  in  Comune  di  Spoleto  sulla  Somma,  si  è  poi  sviluppato  nei  tre  giorni  seguenti  nelle  adiacenti  superfici  boscate  del  Comune  di  Terni  in  località  Cecalocco  e La Castagna .

In Italia A livello  nazionale dai dati  provvisori degli incendi boschivi rilevati  dal Corpo Forestale dello Stato al 28/10/2012  risultavano ottomilaottocento  gli incendi boschivi  sviluppatisi  dall’inizio  dell’anno,  con  un  aumento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente di  oltre  il  10%.  In consistente  aumento  anche  la superficie  totale  percorsa dalle fiamme, di  circa  47.000  ettari,  con  un  incremento  di  circa  il  30%  rispetto  al  2011.  A  livello  nazionale  il  2012  può  essere  paragonato  al  2007  per  numero di  incendi  e  gravità del  fenomeno. Le  regioni  con  il  maggior  numero  di  eventi  sono  risultate la  Calabria  ( oltre 1.300 incendi  ) e la  Campania  ( oltre 1.200 ) Sicilia  e  Sardegna  oltre  800. Come  superficie percorsa dal fuocola Sicilia con oltre14.000 ettari  rappresenta  da  sola il 30%  del dato complessivo  nazionale, di  seguito  la Calabria (6.600 ha )  Puglia  (5.196 ha )  Campania (4.963 ha) e Lazio (4.330 ha) . Gravi  criticità  si  sono  avute anche in  Basilicata (2.851 ha )  Umbria ( 1.500 ha )  e Toscana .

Tipi di incendi In  Umbria  si  evidenzia  nell’anno in corso  un  notevole  incremento  degli  incendi  boschivi di interfaccia, cioè  di  incendi  che  interessano  zone dove strutture  e  costruzioni  create  dall’uomo si compenetrano e si sovrappongono con aree boscate o con vegetazione combustibile, con  conseguente  pericolo per l’incolumità  delle persone  e  cose. In  alcuni  casi  è stato necessario ricorrere  anche  allo  sgombero di  abitazioni, come  a  Villa  di  Magione,  o  di  un  intero paese  come  sulla  Somma,  ed  alla  chiusura  di  strade  anche  per  lunghi  periodi. In  provincia di Terni  nell’anno  in  corso  sono  stati  classificati  come  incendi  di  interfaccia  ben  il  39%  degli  incendi boschivi  verificatisi,  rispetto al  12%  dell’anno  precedente  ( incremento  del  225% )  in  provincia di  Perugia   sono  risultati   il  29%   rispetto   al  21%   dell’anno  precedente.

Interventi di spegnimento Nell’estate  trascorsa  l’elevata  velocità di  propagazione del fuoco, dovuta  alla estrema  siccità  della  vegetazione,  ha  reso  problematico  lo  spegnimento  degli  incendi  con  le  sole  forze  a  terra,  in  conseguenza  per  ben  69  incendi,  pari  al  36% del  totale,  si  è  dovuto ricorrere  al  supporto  di  mezzi  aerei.   Sono  state  170  le  missioni  effettuate  da  aeromobili  del   COAU della  Protezione Civile  su  richiesta  della  Sala  Operativa  Unica  Permanente  gestita dal C.F.S.,  di  cui  nr.  112   con  Canadair,  nr. 23  con  elicottero  S64 F Ericsson del CFS,  nr. 27  con elicottero  CH 47 dell’Esercito,  nr. 7  con  elicottero  AB412 dei Vigili del Fuoco, nr. 1  con  elicottero  AB412 del C.F.S.. Sono state inoltre  49 le missioni effettuate su 37  incendi dall’elicottero  NH 500  del  C.F.S.  che  anche  nell’anno  trascorso,  in  base  a  convenzione  tra   Regione Umbria  e   Corpo  Forestale  dello  Stato è  stato  dislocato  dal  17 luglio  al  17 settembre  presso  l’aeroporto di  Foligno. L’elicottero  regionale  ha  dovuto effettuare  nel  2012  un  totale  di  ore  di  volo  superiore  del  50%  rispetto  alle  100   previste  dalla  convenzione,  stimate  sui  dati  delle  annate  precedenti. Oltre  allo  spegnimento  ha  effettuato  altresì  missioni  per  monitorare  la stabilità  delle  pendici  incendiate,  con   tecnici  dell’ANAS e  della  Protezione Civile,  e  per  altre  necessità  di  protezione  civile.

Macchina a dura prova L’annata  2012  ha  messo  a  dura  prova  la collaudata  macchina  organizzativa  messa  in  piedi  dalla  Regione  Umbria,  ente  competente  in  materia,  prevista nel  Piano  antincendio boschivo regionale  di  cui   alla  legge  353/2000.  Per  poter  fronteggiare  l’emergenza  incendi  nei  mesi  di luglio  e  agosto   è  stato  necessario  raddoppiare   lo   sforzo  del   personale  impegnato,  appartenente  ai  Vigili  del  Fuoco,  alle  Comunità  Montane ,  Corpo  Forestale dello Stato,  Servizi  Foreste  e  Protezione  Civile  della  Regione,  inoltre  le  numerose  Associazioni  di  volontariato  impegnate   nell’avvistamento  e   perlustrazione  su  tutto  il  territorio  regionale.

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