Via ai saldi

«Siamo partiti abbastanza a rilento, non c’è la corsa che c’era stata l’anno scorso nei primi giorni di saldi.  Certo non si possono dare giudizi categorici, ma non sembra ci sia una grande corsa. E questo conferma purtroppo una situazione che è abbastanza tranquilla». Lo dice Carlo Petrini, presidente di Federmoda Perugia, commentando la prima giornata di saldi.

Lunedì i dati ufficiali  «I primi dati ufficiali potremo averli solo lunedì – specifica – intanto però, dopo aver sentito telefonicamente alcuni dei commercianti più importanti, il quadro è questo». E la musica, con qualche eccezione, sembra essere la stessa, sia nel perugino che nel ternano. Gente in giro ed entusiasmo, ma probabilmente con meno soldi in tasca da spendere.

Perugia In centro a Perugia i saldi hanno portato un discreto movimento di persone. Da Andrei, storico negozio di abbigliamento di corso Vannucci, «c’è fila continua alla cassa», tanto che il titolare non riesce neanche a rispondere al telefono per commentare questa prima giornata di saldi. Dunque decisamente bene. E’ andata molto bene anche al Benetton Store in centro. Anche lì la voce all’altro capo del telefono riesce solo a dire che c’è talmente tanta gente che non si può perder tempo in chiacchiere. Un po’ più sottotono il commento del titolare del negozio Smooth di via Settevalli «In giro c’è gente, ma spende sicuramente di meno dello scorso anno. C’è un po’ di flessione»

Terni  Giacomo Conti lavora nella boutique Il Conte, a Terni, ed è categorico: «Per essere il primo giorno di saldi, direi che non poteva andare meglio. Hanno iniziato a venire stamattina presto e non si sono mai fermati. Del resto, il 50% di sconto, su brand di altissima qualità, attira sempre». Dante Barbetti invece, titolare di un’altra boutique, tutta declinata al maschile, in centro, è meno entusiasta: «Diciamo che questa dei saldi, ormai, è una tradizione dimezzata, perché siamo praticamente costretti a lavorare a prezzi ribassati tutto l’anno, ma si devono fare e li facciamo».

Storie di acquirenti Federica, una giovane ferma davanti alla vetrina, non ha però in mano nessuna busta: «Per me, che sono una lavoratrice precaria, senza tredicesima e che prenderò lo stipendio il 10 gennaio, qualche spesuccia ci potrà essere solo dopo quella data, anche se forse il meglio se lo saranno già portato via altri». Luciano sta uscendo dal negozio: «Pantaloni e giacca a metà prezzo, non male. Li ‘puntavo’ da un paio di settimane e mi sono fiondato subito, il primo giorno, per non rischiare di mancarli. Certo, se fossi venuto prima, un po’ di sconto lo avrei rimediato lo stesso, ma mai come oggi».

A Narni  Di Fino è un negozio storico, nel centro di Narni, e Angela Rosa Di Fino è sicura: «Siamo ottimisti, perché sono partiti discretamente e speriamo che si mantenga questo trend». Avete già fatto sconti prima dei saldi? «Abbiamo una clientela storica e una gestione familiare, da noi i clienti hanno sempre vantaggi, ma ora abbiamo scontistiche dal 30 al 50% su tutto il campionario». Come sono andate le cose, per Natale? «A dare un colpo ai consumi sono state anche le tante informazioni negative e, alla fine, anche chi potrebbe spendere non lo fa».

Servirebbero iniziative  Da Jump, specializzato in abbigliamento e calzature sportive Narni Scalo, concordano: «Sono appena iniziati, ma i primi segnali sembrano positivi. C’è molto movimento, anche se indubbiamente la crisi si fa sentire». Quali possono essere gli strumenti alternativi ai saldi? «Alcune iniziative, come la Notte bianca o la chiusura del traffico di via Tuderte ci hanno dato una grossa mano, ma la gente vuole anche cercare l’occasione e i saldi restano importanti».

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