di Daniele Bovi

Che nell’ultimo decennio molto si fosse costruito nella regione è opinione diffusa e ora a confermarlo sono i numeri dell’Istat relativi al censimento del 2011. Secondo l’istituto nazionale di statistica infatti tra il 2011 e il 2011 l’Umbria ha fatto registrare il più forte incremento percentuale del numero di edifici: +21% contro il +13% nazionale. Seguono Emilia Romagna (+17,9%) e Toscana (+17,5%). In termini assoluti questo significa che nel Cuore verde si è passati dai 186.908 edifici ai 237.796 del 2011, quasi 51 mila in più. Duecentomila (199.939) sono invece gli edifici residenziali e di questi la metà sono composti da un solo interno, ovvero si tratta di case singole; 54 mila invece hanno due interni mentre 41 mila da tre a dieci. Da ultimo, quelli con più di dieci sono meno di cinquemila (4.796).

I numeri Spostando l’attenzione sul numero di abitazioni invece, queste sono in totale 446 mila, delle quali quasi il 20% (89.248) sono non occupate o abitate da persone non residenti. Assai diversa invece la situazione di coloro che in Umbria devono combattere contro l’incubo degli sfratti, specialmente quando c’è l’impossibilità di pagare l’affitto magari perché si è perso il lavoro o a causa di un’altra ragione (ad esempio una malattia grave) che intacca fortemente il reddito. Per queste persone la Regione, attraverso un bando dell’Ater che verrà pubblicato a settembre, metterà a disposizione un milione 384 mila euro. La nuova disciplina che regola l’emanazione del bando è stata illustrata lunedì dall’assessore regionale Stefano Vinti e dal presidente dell’Ater Umbria Alessandro Almadori.

Il bando L’obiettivo è quello di indurre i proprietari (sia quelli di immobili privati che quelli di alloggi a canone concordato) a desistere dalla procedura di sfratto già intrapresa ed a stipulare un nuovo contratto a canone concordato con l’inquilino, in modo che quest’ultimo non si veda costretto a cercare un’altra casa. Gli incentivi riguardano un importo pari al 50% della morosità pregressa fino ad un massimo di cinquemila euro, il recupero delle spese legali (fino ad un massimo di mille euro) ed infine 300 euro qualora il contratto preveda un canone inferiore al valore medio stabilito per l’area in cui è si trova la casa.

Il provvedimento Il provvedimento inoltre è rivolto anche agli assegnatari di case Ater, e in questo caso sarà direttamente l’agenzia regionale ad individuare i beneficiari, morosi incolpevoli da almeno sei mesi alla data del 31 luglio. Il contributo in questo caso coprirà l’85% della morosità pregressa fino ad un massimo di cinquemila euro e, per beneficiarne, occorrerà essere residenti o avere l’attività lavorativa da almeno due anni nella regione e non avere proprietà immobiliari. Il fenomeno nella regione riguarda molte persone: «In Umbria – ha spiegato infatti Vinti – si sta consolidando il dato dei 1300 sfratti esecutivi annui di cui almeno il 90% dovuti a morosità incolpevole. In questo contesto l’intervento pubblico diviene fondamentale».

Twitter @DanieleBovi

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