L’attesa per uno storico ritorno. Quello del figlio, Massimo. Di quel padre, Angelo che qui, nella Valnestore, guidò la Società mineraria del Trasimeno che, cederà a Enel, durante il processo di nazionalizzazione.

L’appuntamento Massimo Moratti, in arrivo il pomeriggio del 9 ottobre a Tavernelle per l’inaugurazione del nuovo campo sportivo intitolato al padre, visiterà i luoghi in cui Angelo Moratti compì le sue grandi e piccole opere. Grandi sulla centrale, piccole con la squadra di calcio che creò con gli stessi colori dell’Inter, che desiderava lanciare in serie C ma che si arrestò con l’Orvietana. Erano gli anni trenta, quando l’imprenditore Moratti, che allora si dedicava agli olii lubfrificanti per autoveicoli, arrivò al Trasimeno per poi diventare unico proprietario della società che aveva le concessioni per l’estrazione di lignite dal bacino di Pietrafitta. Saranno invece gli anni 40, precisamente il 1946 quando creò la squadra Somintra (società mineraria del Trasimeno) e il nuovo campo sportivo, mentre nel 1958 si terminerà di costruire la centrale termoelettrica voluta da Moratti.

Aneddoti Tanti anni di relazioni e aneddoti, anche a cavallo del conflitto mondiale, tra uno dei più importanti personaggi dell’industria italiana e il Trasimeno. Molti, da queste parti, ne ricordano ancora gli episodi e i momenti storici che coinvolsero l’intera comunità ma anche qualche singolare personaggio del luogo. Sarà il 63 quando gli impianti della centrale saranno nazionalizzati e ceduti all’Enel, data nella quale Moratti lasciò la Valnestore.