Cappello bianco, scarpe da ginnastica, abiti leggeri, il Vangelo e qualche panino nello zaino. Hanno camminato tra i sentieri e le strade sterrate nelle campagne tra Umbria e Lazio, dietro una croce di legno di abete di dimensioni notevoli: tre metri e trenta di altezza per un metro e ottanta di larghezza. Ogni tanto si sono dati il cambio per portala a spalle, ma non li ha fermati né la fatica, né il caldo, né la pioggia. Sono, come ha riportato nelle scorse ore l’Osservatore Romano, quotidiano della Santa Sede, i circa seicento giovani bergamaschi che, guidati dal vescovo Francesco Beschi e accompagnati da una quarantina di sacerdoti, hanno compiuto il pellegrinaggio a piedi da Assisi a Roma all’insegna dello slogan «Il cammino della luce: piccoli passi fanno grandi cammini».
Il viaggio La partenza è stata il 17 agosto dalla città serafica e l’arrivo sabato in piazza San Pietro. I partecipanti hanno tra i 16 e i 30 anni e appartengono a diverse parrocchie della diocesi. Una ventina provengono dalle missioni diocesane, dove operano i sacerdoti bergamaschi fidei donum: Bolivia, Cuba e Costa d’Avorio. Un pellegrinaggio fatto in un anno speciale per la comunità bergamasca dato che il 2014 è stato l’anno della canonizzazione del bergamasco Papa Roncalli. Come spiega il vescovo, nel futuro c’è l’idea di partecipare alla Giornata mondiale della gioventù di Cracovia e di un pellegrinaggio a piedi in Terra Santa.
Tra San Francesco e Roncalli «Mi sembra che il pellegrinaggio – osserva – sia un linguaggio che riesce a comunicare con la sensibilità dei giovani: viaggiare, camminare, stare insieme, anche faticare, e poi pregare, riflettere su quello che si sta facendo, raccogliere messaggi esigenti dal Vangelo. In questo senso le figure di san Francesco e di Giovanni XXIII sono testimonianze assolutamente rilevanti di una radicalità evangelica bella».
