di Iv. Por.
Dietrofront del governo sull’Imu agricola per i comuni montani: si torna con un balzo alla situazione precedente alla Legge di stabilità, che aveva suscitato l’ira della gran parte dei municipi dell’Umbria. Lo ha stabilito, confermando le anticipazioni del deputato Walter Verini, il Consiglio dei ministri.
La nota del ministero L’ufficialità arriva attraverso una nota del Mipaaf che riferisce come «il Consiglio dei ministri di oggi ha stabilito con decreto legge la revisione dei criteri per l’Imu sui terreni agricoli relativi al 2014, con l’applicazione dei criteri di montanità elaborati dall’Istat. Saranno esenti quindi tutti i comuni montani e, nei comuni parzialmente montani, vengono esentati tutti i terreni di proprietà o in affitto a imprenditori agricoli professionali e coltivatori diretti. Con i nuovi criteri 3546 comuni saranno totalmente esenti e 655 parzialmente esenti». Il termine di pagamento per chi non rientra nei parametri di esenzione è posticipato al 10 febbraio. «Abbiamo lavorato per una soluzione definitiva e strutturale della vicenda IMU sui terreni montani – ha dichiarato il Ministro Maurizio Martina. Con il decreto di oggi abbiamo risolto i problemi amministrativi sopravvenuti e tutelato ancora di più coloro che vivono di agricoltura nei territori rurali».
I 69 comuni «montani» umbri Assisi, Campello sul Clitunno, Cascia, Cerreto di Spoleto, Citerna, Città della Pieve, Città di Castello, Corciano, Costacciaro, Foligno, Fossato di Vico, Fratta Todina, Giano dell’Umbria, Gualdo Cattaneo, Gualdo Tadino, Gubbio, Lisciano Niccone, Magione, Massa Martana, Monte Castello di Vibio, Monteleone di Spoleto, Monte Santa Maria Tiberina, Montone, Nocera Umbra, Norcia, Panicale, Passignano sul Trasimeno, Piegaro, Pietralunga, Poggiodomo, Preci, San Giustino, Sant’Anatolia di Narco, Scheggia e Pascelupo, Scheggino, Sellano, Sigillo, Spello, Todi, Tuoro sul Trasimeno, Umbertide, Valfabbrica, Vallo di Nera, Valtopina, Acquasparta, Allerona, Arrone, Attigliano, Calvi dell’Umbria, Castel Giorgio, Castel Viscardo, Fabro, Ferentillo, Ficulle, Giove, Lugnano in Teverina, Montecastrilli, Montefranco, Montegabbione, Monteleone d’Orvieto, Otricoli, Parrano, Penna in Teverina, Polino, Porano, San Gemini, San Venanzo, Stroncone, Avigliano Umbro.
I 22 «parzialmente montani» Bettona, Bevagna, Cannara, Castel Ritaldi, Castiglione del Lago, Collazzone, Deruta, Marsciano, Montefalco, Paciano, Perugia, Spoleto, Torgiano, Trevi, Alviano, Amelia, Baschi, Guardea, Montecchio, Narni, Orvieto, Terni.
Risultato importante «Con la reintroduzione dei parametri di montanità dell’Istat – spiega l’assessore Fernanda Cecchini – saranno esenti dall’Imu agricola i 69 comuni montani dell’Umbria, oltre i due terzi del totale, e nei 22 comuni parzialmente montani verranno esentati tutti i terreni di proprietà o in affitto a imprenditori agricoli professionali e coltivatori diretti. Un bel passo in avanti rispetto alla situazione che altrimenti avrebbero determinato le precedenti disposizioni, poiché coltivatori diretti ed imprenditori agricoli professionali di 18 comuni, la cui sede è al di sotto dei 280 metri, avrebbero perso totalmente l’esenzione ed addirittura in 85 sui 92 dell’Umbria, i terreni agricoli, non di proprietà di coltivatori ed imprenditori agricoli, sarebbero stati gravati dall’imposta».
Soddisfazione Reazione soddisfatta quella che arriva da più parti. «Sull’Imu agricola – commenta Verini – il Governo ha rispettato gli impegni assunti e tale scelta è in linea con quanto da noi auspicato in questi giorni. Questo risultato premia il lavoro di squadra e risponde concretamente alle attese del mondo agricolo e di tanti comuni anche in Umbria». Per l’altro deputato umbro, Giampiero Giulietti «la decisione del governo di ripristinare l’esenzione totale dell’Imu sui terreni agricoli montani secondo i criteri Istat è un risultato politico importante, che dà una risposta di giustizia e di equità. Come parlamentare sono lieto di aver contribuito a risolvere tale problematica, con diversi atti di sindacato ispettivo e, in ultimo, con la lettera inviata ieri al Governo insieme ad alcuni colleghi del Pd». Per Anna Ascani «il Governo ha ottenuto un grande risultato, rimediando in maniera tempestiva al precedente provvedimento sull’Imu ai terreni agricoli, che avrebbe penalizzato tanti territori e una moltitudine di piccolissimi proprietari. Questi nuovi criteri, che si rifanno alle più condivise indicazioni dell’Istat sulla cosiddetta “montagna legale”, garantiscono equità e giustizia, e avranno un’importante ricaduta anche su tanti comuni umbri».
Olio: comuni alzano la voce Restando in tema di agricoltura, alzano la voce quei comuni umbri che hanno subito la mazzata della stagione nera della produzione olearia. Misure di sostegno economico ai produttori umbri di olio di qualità per il mancato guadagno dovuto all’elevato calo della produzione nell’ultima stagione agraria, contributi per il rinnovo degli impianti oliveti e per il restauro e il mantenimento dei muretti a secco: sono alcune delle richieste fatte dai rappresentanti dei Comuni di Trevi, Spello, Foligno, Giano e della Valnerina, oltre che dell’Associazione nazionale “Città dell’Olio”, ai consiglieri della Seconda commissione consiliare di Palazzo Cesaroni.
Il documento Le richieste sono contenute in un documento presentato dalla vicesindaco di Trevi, Stefania Moccoli, e da Irene Falcinelli, coordinatrice regionale delle Città dell’Olio, condiviso dagli altri Comuni (erano presenti all’audizione anche l’assessore comunale di Foligno Giovanni Patriarchi, la consigliera del Comune di Giano Giusy Moretti e il vicecoordinatore delle città dell’olio Giuseppe Funari). Chiesti anche il sostegno alla candidatura del paesaggio olivato a “patrimonio dell’umanità dell’Unesco”, l’obbligatorietà della “carta degli olii” nei ristoranti umbri di categoria superiore, per evitare che, a dispetto del paesaggio e della tradizione vengano serviti sulle tavole umbre olii di pessima qualità. Un pensierino anche per uno spazio a Expo 2015 e alle principali fiere cui partecipa la regione Umbria.
Consenso pieno «Non dobbiamo intervenire solo dopo le emergenze: serve un intervento strutturale e certezze sui tempi, dato che la tempestività in questo campo è fondamentale e invece la Regione ha, di fatto, attivato nel 2013 il Piano di sviluppo rurale 2007. E intanto molti olivicoltori stanno pensando di lasciare gli oliveti incolti e non fanno le potature, nell’indifferenza delle istituzioni»: lo ha detto il capogruppo di Forza Italia, Raffaele Nevi. Per il consigliere del Partito democratico Luca Barberini «il problema è stato sottostimato e sono necessarie delle scelte: il problema numero uno è costituito dal cambiamento climatico, per cui è giusto intervenire sul Psr ma prima di tutto occorre studiare trattamenti fitosanitari adeguati». Il presidente della Commissione, Gianfranco Chiacchieroni, ha concluso l’incontro assicurando i presenti sul fatto che il documento presentato dall’Anco sarà inviato alla Giunta regionale con il «pieno consenso della Commissione. Siamo nella fase della composizione del Testo unico per l’agricoltura – ha detto – e non mancheremo di rappresentare queste problematiche all’assessore Cecchini. Fino ad oggi la questione è stata sottaciuta per questioni di immagine, ma adesso serve una grande reazione. E’ necessario un collegamento fra produttori e centri di ricerca universitari per la soluzione dei grossi problemi che riguardano l’olivicoltura e, se possibile, le associazioni devono essere referenti privilegiati di questo processo, anche per attuare sul serio la sussidiarietà di cui tanto si parla».
