(foto archivio F. Troccoli)

Importante sentenza del Tribunale di Perugia, dopo un’azione legale dell’Inca Cgil: l’Inps e’ stato condannato al pagamento dell’assegno previsto per i nuclei familiari numerosi ad una donna del Camerum. Il tribunale del capoluogo umbro, con la sentenza 256/14, ha condannato l’Inps al pagamento dell’assegno previsto per i nuclei familiari numerosi ad una donna del Camerum con 3 figli a carico.  A dirlo l’Inca, il patronato della Cgil, ricordando che «grazie all’azione legale patrocinata dall’Inca di Perugia, il tribunale del capoluogo umbro ha condannato l’Inps al pagamento dell’assegno previsto per i nuclei familiari numerosi a una donna del Camerum con 3 figli a carico».«Si tratta di un’altra buona notizia -fa notare- per gli immigrati: a tre mesi dall’analoga sentenza della Corte europea per i diritti dell’uomo si ribadisce infatti, ancora una volta, che è un diritto degli immigrati, ancorché riconosciuto da leggi italiane, l’accesso alle prestazioni di welfare e dunque che non possono valere motivazioni discriminatorie legate alla nazionalità».

La decisione del tribunale «Per il tribunale di Perugia -continua l’Inca- non solo vale la regola generale di uguaglianza ma poiché il diritto degli stranieri extracomunitari soggiornanti di lungo periodo di usufruire di detto assegno era ricavabile già dal decreto legislativo numero 3/2007, la decorrenza del diritto deve considerarsi già a partire da quell’anno».«Un orientamento che ha di fatto annullato -ammette il patronato della Cgil- la pretesa dell’Inps di far decorrere il pagamento dell’assegno solo a partire dal 2013, anno in cui è stata approvata la legge numero 97. Il risultato finale è che ora l’Inps non solo dovrà corrispondere quanto dovuto alla donna, ma sarà tenuto a pagare tutti gli arretrati a partire dalla presentazione della richiesta e cioè a partire dal 2009». «Anche questa sentenza, come le tante che si sono succedute negli ultimi anni, rappresenta l’espressione dell’impegno -afferma Franca Gasparri, del collegio di presidenza dell’Inca e coordinatrice dell’Inca Umbria- con cui il nostro patronato cerca di incoraggiare l’affermazione di una nuova cultura della coesione in Italia, partendo da una regione dove gli immigrati sono una realtà tutt’altro che marginale».

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