di Ivano Porfiri
Berlusconi è giusto che facesse un passo indietro. Lo dice Arrigo Sacchi, l’allenatore che alla guida del Milan ha dato lustro al Berlusconi presidente e da lì lo ha visto arrivare ai vertici istituzionali e ora cedere il passo. Sacchi, dall’IMMaginario di Perugia, parla di lui e dell’Italia.
Giusto il passo indietro «Io credo che fosse giusto che facesse un passo indietro come ha fatto». Risponde così Arrigo Sacchi a chi gli chiede di Berlusconi. Dall’IMMaginario festival di Perugia, l’ex tecnico del Milan dice che «si era creato un clima insostenibile all’interno e all’esterno». «Però – aggiunge – se non miglioriamo noi italiani nessuno potrà compiere questo miracolo: finché non siamo una squadra, non siamo coesi, non siamo anche più leali, meno opportunisti, meno individualisti, diventa difficile».
Materazzi capocannoniere Secondo Sacchi, l’Italia «è un grande paese, che fa squadra solamente quando abbiamo la melma sopra la testa. In quel momento dimostriamo tutte le nostre forze. Pensate, abbiamo vinto 2 mondiali nel calcio dopo due scandali ciclopici: ci sarà un motivo. Siamo stati capaci di vincere un mondiale con Materazzi capocannoniere: questo dice quanto è importante una squadra. Noi – rimarca Sacchi – abbiamo le forze, questo paese ha una storia enorme, la cultura che ha trasmesso nel mondo. Da noi in Romagna c’è un detto che dice: “Un po’ la lepre, un po’ il cane”. Molto probabilmente – conclude – adesso non siamo più la lepre».
«La farò ministro» Sacchi ha anche ricordato di quando allenava la nazionale e fece visita al premier Berlusconi prima di partire per i mondiali di Usa ’94. «Mi disse: Arrigo, l’aspetta un’impresa difficile. Io gli risposi: a me difficile, a lei impossibile cioè aver a che fare con noi italiani. Lui mi disse: se vincerà la farò ministro dello Sport, ma io gli dissi che non sono adatto alla politica: per me esiste il bianco e il nero».

