In Umbria scatta l’allarme ‘sale’. E per una volta imprenditori e sindacati si ritrovano dalla stessa parte della barricata.

La neve Quando nevicherà, perché prima o poi succederà, «temiamo che sulle strade umbre si possa correre il rischio di situazioni di grave pericolo – ha detto il presidente della sezione trasporti di Confindustria Umbria, Riccardo Morelli ai prefetti di Perugia e Terni – perché non c’è la possibilità di attuare interventi preventivi di trattamenti con il sale e di garantire servizi rapidi di sgombero della neve».

Le Province La denuncia è arrivata in seguito alle ammissioni «dei rappresentanti delle Province di Perugia e Terni – ha spiegato Morelli – che ci hanno fatto presente le vistose carenze, in termini di mezzi e di sale, per far fronte sia agli interventi preventivi sia a quelli di ordinario ripristino della circolazione stradale a causa dei tagli che sono stati effettuati ai bilanci degli enti locali al fine di contenere la spesa pubblica».

La Regione Confindustria ha chiesto quindi alla Regione «di trasferire con urgenza specifiche risorse alle province di Perugia e di Terni per contribuire alle spese necessarie ad assicurare la percorribilità delle strade locali, per prevenire disagi e pericoli all’intera collettività regionale e per evitare gravi danni agli operatori economici che si troverebbero a dover pagare, a causa di mancate consegne nei tempi stabiliti, penali molto elevate, come peraltro avvenuto negli anni scorsi».

Il sindacato Immediata la reazione sindacale: la Uil di Terni, con il segretario Gino Venturi, parte in quarta dicendo che «stupisce il perdurante silenzio e l’inerzia dei sindaci, dai quali sarebbe invece giusto attendersi iniziative forti e concrete a favore dell’incolumità delle popolazioni».

L’esempio-Terni Nella, finché c’è, seconda provincia dell’Umbria, dice Venturi, «sarebbero necessari 8.400 quintali di sale mentre ce ne sono solo 1.270 quintali. In pratica si dispone solo del 15% del fabbisogno. Disastroso è anche il quadro degli automezzi di cui ben 33 sono fermi per mancanza di fondi per le riparazioni. Sarebbero necessari 90.000 euro. Altri mezzi ancora sono da revisionare».

Le strade Le ex ‘statali’, ora di pertinenza provinciale, «coprono 245 chilometri, che si aggiungono ai 657 di quelle ‘provinciali’, per un totale di 902 chilometri, che dovrebbero essere tenute in piena efficienza con soli 291.000 euro per materiali, manutenzioni, automezzi e carburanti. Solo tre anni fa, per lo steso scopo, veniva utilizzata una somma tre volte maggiore, visto che nell’anno 2011 furono spesi 915.000 euro»

Il personale Venturi ricorda che «si è registrato anche un forte calo del personale, diminuito già del 30%, passando dalle 113 unità del 2009 alle attuali 80 e sono stati drasticamente ridimensionati anche i fondi per turare le buche: dai 100 mila euro spesi nel 2010 per acquistare il conglomerato a freddo necessario, si è passati a 26 mila».

La politica A fronte di questa grave situazione, sottolinea Gino Venturi, «i lavoratori delle Province non possono essere lasciati soli nella lotta contro i tagli a servizi vitali che, in questo caso, rischiano di mettere in serio pericolo l’incolumità dei cittadini e a repentaglio la regolare mobilità e le stesse attività economiche. Insomma, chi ci governa non dimostra di avere sale in zucca se invece di eliminare gli sprechi continua a tagliare su servizi vitali per i cittadini»

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