Il ponte sullo stretto di Messina costerà agli umbri 8 milioni di euro. E non in termini generici secondo una vaga suddivisione dei costi dell’opera per ogni italiano, e quindi parametrato alla popolazione Umbria. No. Parliamo di soldi materialmente sottratti a quelli che sono stati assegnati e stanziati all’Umbria per la manutenzione delle strade. Significa cantieri già affidati per lavori e poi bloccati con la manovra e il Milleproroghe, soldi che erano destinati all’asfaltatura delle strade, alle barriere parasassi, alla segnaletica, alle opere su ponti, viadotti e gallerie. Le Province di Perugia e di Terni hanno già lanciato l’allarme, ma a sostenere che «le due partite sono completamente distinte e indipendenti» è il segretario regionale della Lega, il deputato Riccardo Augusto Marchetti.

I CANTIERI CHE SALTANO NELLE DUE PROVINCE

Il taglio alle risorse destinate alle Province per le opere di manutenzione, per essere dirottate sul ponte dello stretto di Messina, non valgono solo nell’immediato ma si protrarrà fino al 2036. Solo nel biennio 2025-2026, a livello nazionale il taglio è del 70 per cento. Significa che su 500 milioni ne sono stati tagliati 385. I soldi che sono stati assegnati all’Umbria sono 11,4 milioni di euro. Di questi gliene vengono tolti 8 milioni di euro per finanziare il Ponte sullo stretto. Che, tra l’altro, mercoledì ha ricevuto il via libero del dicastero all’Ambiente, quindi il ministro Pichetto Fratin potrà firmare il decreto semaforo verde all’opera dal punto di vista ambientale. Questo a seguito del passaggio e dell’approvazione nelle commissioni ambientali dove operano anche politici umbri. 

Va ricordato che interventi di manutenzione sulle strade non significa astrattamente decoro o abbellimento, che comunque avrebbe il suo perchè, ma purtroppo sempre più significano incidenti stradali, con numerosi feriti e purtroppo morti, come sa bene l’Umbria. Per avere un rapporto su quanto agirà la sforbiciata voluta da Salvini si tenga conto che mediamente la manutenzione straordinaria delle strade da parte delle Province costa 6.642 euro al chilometro. Tenuto conto di quello che resta dopo i tagli per l’anno 2025 e 2026, si riuscirà a coprire a malapena la manutenzione del 21 per cento delle strade. Ovvero l’impossibilità di agire. Inoltre dei 13,5 miliardi di euro che servono per finanziare il ponte sullo Stretto, quasi la metà dei soldi arrivano dai fondi per lo sviluppo e la coesione. Soldi cioè che sono destinati a fare avanzare i territori più indietro rispetto agli altri, quindi risorse che colpiscono particolarmente chi già subisce ritardi rispetto al resto dell’Italia. Al momento non è possibile quantificare su quest’altro versante quale sarà il costo per la nostra Regione. Il ministero ha inviato una lettera al’Upi e all’Ance per intimare il blocco immediato dei cantieri «che non trovano copertura nelle risorse attualmente disponibili»

La senatrice Dafne Musolino (Iv) ha il sospetto che la mossa del ministro delle Infrastrutture sia dettata dal problema dei ritardi del Pnrr: «Suona tanto come un maldestro tentativo di recuperare terreno sul Pnrr da parte di un ministro che è quello più indietro nella realizzazione dei progetti, come certifica la Corte dei Conti. Le grandi infrastrutture sono sicuramente importanti, ma non a discapito della sicurezza stradale». Un grido d’allarme si leva dai territori. «Il governo sta svuotando le casse degli enti locali per finanziare la propaganda di Salvini e il progetto del Ponte sullo Stretto», commentano le deputate lombarde del Partito democratico, Silvia Roggiani, segretaria regionale Pd Lombardia, e Antonella Forattini. «Per la Lombardia – aggiungono – questo taglio si tradurrà in strade più insicure e collegamenti più difficili».

Marchetti, invece, sostiene che la notizia è «l’ennesimo tentativo di screditare la Lega e il ministro Salvini, servendosi di menzogne», perché a suo dire «non un solo euro è stato sottratto alle Province dell’Umbria per finanziare il Ponte sullo Stretto». Il deputato a capo della Lega in Umbria, però, sostiene che ad essere vera «è la rimodulazione delle risorse che ha interessato tutte le Province d’Italia, non solo quelle umbre, ma non è stato certo Matteo Salvini a scegliere di tagliare fondi per finanziare il Ponte. Le due partite sono del tutto distinte e indipendenti». Chi è stato quindi? Marchetti butta la palla dalla parte opposta, naturalmente quella politica, indicando che «chi ha sistematicamente svuotato le Province di risorse, competenze e dignità istituzionale, lasciando gli enti in ginocchio, incapaci perfino di garantire i servizi essenziali come la manutenzione delle strade, non è certo la Lega, ma la sinistra negli anni in cui ha governato il Paese con la riforma Delrio». Il deputato, comunque, assicura «l’impegno della Lega affinché tutte le Province, comprese quelle umbre, possano tornare a disporre dello stesso livello di risorse degli anni precedenti, garantendo sicurezza stradale, manutenzione e infrastrutture adeguate. La sicurezza sulle strade è una priorità assoluta della Lega e di Salvini: lo dimostrano i fatti concreti, che le mistificazioni non potranno scalfire».

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