di Daniele Bovi
Una cosa è certa, «avrò molto da fare, anche per controllare che certe tendenze non peggiorino». A parlare è il nuovo garante dei detenuti Stefano Anastasia, che lunedì ha partecipato a Perugia alla presentazione della dodicesima edizione del rapporto «Galere d’Italia», edito dall’associazione Antigone. Oltre ai temi del sovraffollamento e del reinserimento dei detenuti Anastasia, parlando di quelli che saranno nei prossimi mesi i punti centrali della sua attività, pensa anche all’assistenza sanitaria e all’istruzione. «Come appurato anche stamattina a Capanne – ha spiegato – ci sono detenuti con gravi problemi di salute. Uno ad esempio è epilettico, l’altro è molto malato e ha visto il suo percorso terapeutico interrompersi». Il garante sottolinea che poco dopo la sua elezione ha avviato il lavoro con gli uffici della Regione che si occupano di sanità, «dove ho trovato sensibilità sull’argomento». Altro dossier decisivo quello dell’istruzione «e della formazione di base. Stamattina le detenute mi dicevano che oltre a un’alfabetizzazione di base non c’è nient’altro».
TORNA LO SPETTRO DEL SOVRAFOLLAMENTO
Anastasia promette di fare un lavoro che sarà rivolto anche verso l’esterno, con lo scopo di costruire un rapporto più solido con la società civile. «Dalla formazione alle associazioni professionali – spiega – c’è bisogno di una società civile accogliente e di investimenti per dare vita a progetti di reinserimento». Oltre a ciò occorre lavorare «sull’opinione pubblica diffusa, per evitare che si chiuda di fronte ai detenuti». Questo perché «quando monta un clima di diffidenza tutto diventa più difficile, perciò dovrò cercare di relazionarmi con l’opinione pubblica». Ad aiutare Anastasia nel suo lavoro sarà anche la rete dei garanti regionali che si va sempre più strutturando, mano a mano che le nomine vengono fatte, e il fatto che quello nazionale sia una figura ormai incardinata all’interno del Ministero: «È un fattore in più – assicura – che può aiutare».
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