Terni e Orvieto rischiano di perdere due presidi fondamentali della polizia di Stato. Nella città della Rupe è in bilico il posto di polizia ferroviaria mentre il capoluogo rischia di perdere la sezione polizia postale. Il ‘taglio’ è contenuto nel piano razionalizzazione dei presidi di sicurezza presentato dal ministero dell’interno e che riguarda 267 uffici di polizia in tutta Italia, oltre a centinaia di caserme dei carabinieri.

«Progetto insensato» Un progetto che Roberto Fioramonti – consigliere nazionale del sindacato autonomo di polizia Sap – bolla come «insensato». «In questo delicato momento storico, economico e politico – afferma – i cittadini ci chiedono maggiore sicurezza e non minore presenza di forze di polizia sul territorio. Anziché ridurre il numero di corpi dello Stato, come da sempre proponiamo, si vogliono eliminare presidi fondamentali come quelli delle specialità».

Conseguenze Il piano rischia di avere ripercussioni sulla sicurezza e soprattutto sui servizi offertri dalla polizia di Stato, tanto a Orvieto quanto a Terni. «Una cittadina come Orvieto – spiega Fioramenti, che del Sap è anche responsabile per l’Umbria – non può fare a meno della polizia ferroviaria, considerando il bacino di utenza e il flusso di turisti. Chi garantisce ora la sicurezza della stazione? – si chiede il sindacalista -. Ancora più assurdo chiudere la ‘postale’ di Terni che sta garantendo straordinari risultati nel contrasto ai crimini informatici e alla pedopornografia virtuale, in costante aumento».

Sulle barricate Quella per la difesa dei due presìdi si annuncia come una vera e propria battaglia: «Contrasteremo questa ipotesi in ogni modo. Faccio appello – afferma il responsabile del Sap – a tutte le istituzioni locali, ai sindaci, ai parlamentari di riferimento, alla società civile e al mondo delle associazioni affinché facciano fronte comune con noi in questa battaglia per la sicurezza dei cittadini».