di Enzo Beretta
«Mister Ranieri? Con lui dopo il terremoto ci siamo sentiti per sms. Col mister siamo amici e mi ha scritto anche in questi giorni, vuol sapere come stiamo, cosa succede in Umbria. Mi ha chiesto di salutare tutti gli amici». Enrico Di Curzio è il titolare dell’Hotel Roccaporena e del Grand Hotel Elite di Cascia, strutture che durante la stagione estiva ospitano squadre di calcio provenienti da tutto il mondo.
Tornerà Ranieri col suo Leicester?
«Gli ho detto di venire, mi ha risposto ‘vedremo’. Quest’anno non è venuto in Valnerina perché la società campione d’Inghilterra aveva già firmato contratti con altre strutture in Austria. Claudio ama la tranquillità di questa terra ed è anche molto devoto a Santa Rita. Ci conosciamo dal lontano 1992: durante il mio primo anno da direttore si presentò a Roccaporena con la Fiorentina retrocessa. I tifosi protestavano e per il bene dei giocatori mi fece togliere tutte le tv dalle loro stanze. Per mantenere la serenità del gruppo li portava a fare passeggiate fino in fondo al paese al termine di ogni pasto. C’erano anche campioni del calibro di Toldo, Rui Costa e Batistuta. Erano periodi bellissimi. Il mister è tornato da noi anche quando sedeva sulla panchina del Chelsea, vera e propria multinazionale di fuoriclasse».
Per realtà imprenditoriali come la sua cosa significa un terremoto come quello del 30 ottobre?
«Dal punto di vista lavorativo è devastante, ci ha messo in ginocchio. Ha messo a terra l’economia. Durante l’estate 2016 abbiamo ospitato la Ternana, gli inglesi del Leyton, prima ancora Bari, Salernitana, Monaco. A Cascia c’è il camp ufficiale della Juventus: loro vengono da cinque anni. Ora però è impossibile prevedere il futuro. Sappiamo solo che la strada è in salita. Scusi, ecco un altro terremoto… niente di che, sarà magnitudo 3.7… questo sisma ci ha sfinito, ci ha erudito perfino sulla forza dei terremoti… siamo dilaniati».
Preferisce che la richiami?
«Finisco di spiegarle. Qui ci sono tre alberghi grandi dove lavorano 200 persone più tutti quelli piccoli. Per non parlare dell’indotto. E’ tutto fermo. Tutto tace. Danni ne abbiamo avuti anche noi con l’ultima violenta scossa 6.5. E’ stata una brutta mazzata. Prima solo Norcia, poi anche Cascia. Se questo maledetto terremoto ci lasciasse un minimo tranquilli potremmo pensare a riprogrammare, capire cosa c’è da fare. Così invece non c’è il tempo di riflettere perché ogni dieci minuti la terra trema. Dicono che sono scosse di assestamento, dicono…».
Avete avuto il 100 per cento di disdette nelle prenotazioni?
«Tutte. Purtroppo. Per il ponte del 1° novembre eravamo pieni, adesso siamo tutti a spasso. Prima non c’era tempo di fare niente, ora non sappiamo cosa fare».
Cosa chiede alle Istituzioni?
«Di facilitarci nel lavoro. Facessero questi decreti attuativi per farci capire come dobbiamo muoverci. Non è facile però, anche a Cascia c’è gente senza casa».
Ci sono stati danni a casa sua e nei suoi alberghi?
«A casa no, all’Elite sì. Su qualche muro si vedono le crepe. Pur trattandosi di danni leggeri non ci consentono di poter lavorare, non me la sento di ospitare nessun cliente. Rischierei di esporli ad un pericolo. Di buono c’è soltanto che non è venuto giù niente».
Perché sono strutture antisismiche.
«Grazie a Dio sono antisismiche, la maggior parte è stata ricostruita con criteri antisismici. Sono alberghi grandi con strutture in cemento armato, alcuni fondelli risultano lesionati ma non c’è stato nessun problema per i clienti che si trovavano lì in quei momenti spaventosi. E’ una situazione che ci prova, io ho sessanta dipendenti e non è facile neanche per loro, hanno la cassa integrazione ma non è facile. Nel mio piccolo faccio ciò che posso… Mi scusi ancora un momento, c’è un’altra scossa… ferma, tranquilla, uff… questa sarà 3.2… ci aveva lasciato un po’ in pace durante questi ultimi due giorni, oggi sembra essersi risvegliato… Speriamo che presto ci sia una ripresa, voglio ringraziare tutti quelli che ci hanno aiutato e ci stanno dando una mano, le forze dell’ordine, i volontari. Tutto sommato io sono stato fortunato ma ci sono miei amici e concittadini che stanno avendo grossi problemi. Il terremoto ha innescato un bel gruppo di solidarietà, non solo a parole ma con atti concreti. In fondo noi italiani non siamo così cattivi come sembriamo».
La scossa avvertita da Enrico Di Curzio alle 9.17 è stata stimata dall’Ingv con una magnitudo di 3.6, per la seconda delle 9.25 il valore indicato dai sismologi è 3.1.
