di Giorgia Olivieri e Elle Biscarini
Oltre 10 mila presenze per la seconda edizione di Umbria Pride 2023, che chiude per la prima volta il suo corteo in piazza IV Novembre a Perugia. A fare da apripista per questa edizione 2023 sono state le Famiglie arcobaleno umbre «in risposta alle politiche oscurantiste del governo Meloni». Rivendicata con forza anche la scelta di non chiedere alcun patrocinio alle istituzioni.
Contro il governo Il tema scelto dalle associazioni organizzatrici è quello della fierezza, ‘Siamo fier3 perché siamo orgoglios3 di quello che siamo’, recita il manifesto dell’evento. «Questo governo vuole cancellare le nostre vite e identità, si tratta del più a destra che l’Italia abbia visto dalla fine della dittatura fascista, con violenze che aumentano di giorno in giorno», dichiara dal palco dell’Umbria pride il segretario Omphalos, Lorenzo Ermenegildi Zurlo. Riguardo alla decisione di non richiedere i patrocinio istituzionali sempre Ermenegildi Zurlo spiega che «dopo le polemiche degli scorsi anni abbiamo scelto di sottrarre questo tema alla politica, il patrocinio più importante sono i cittadini e le cittadine di tutta la regione che sfilano oggi con noi».
Festa e battaglia I colori dell’arcobaleno, gli striscioni, le bandiere, gli sloga, il corteo conferma la trasversalità delle idee e delle identità, accomunando tutti sul piano della lotta alle conquiste civili. Perugia, è ancora una volta, città dell’apertura, dell’accoglienza e dei diritti, con persone, famiglie, lavoratori, giovani e giovanissimi, un variegato mondo rumoroso e gioiosa che popola le strade del centro storico per un appuntamento di rivendicazione e festa. In tanti, dal mondo dell’associazionismo, ai partiti, dalle istituzioni alle organizzazioni di categoria aderiscono alla manifestazione in un momento particolarmente caldo per la lotta contro le discriminazioni sessuali, caratterizzando l’evento come una risposta alle volontà del governo Meloni di fare compiere dei passi indietro al Paese.
Famiglie arcobaleno «Questo per noi è un momento triste, difficile, preoccupante, io sono Giuseppe, sono un uomo, sono gay e spero di diventare padre, ma questa possibilità mi verrà negata», dichiara il referente umbro per Famiglie arcobaleno in seguito ai fatti che hanno coinvolto trentatré famiglie nella città di Padova, dove la magistratura ha impugnato gli atti di nascita dei loro figli. «È ingerenza del governo sulla magistratura – continua Barbieri – che da gennaio ha deciso che le famiglie arcobaleno in questo Paese non devono esistere, adesso nel mirino ci siamo noi, poi toccherà alle donne, ai migranti, a chiunque sia debole e a stento riuscirà a difendersi».
Gestazione per altri A salire sul palco di Umbria Pride è anche Valeria Santocchia, che si esprime sul tema della gestazione per altri: «Noi vogliamo una Gpa normata, dove le donne non vengono pagate, ma scelgono di farlo, ma dove sono queste donne nei dibattiti pubblici italiani? Perché non vengono intervistate?». Santocchia, inoltre, racconta di non aver «neanche tentato di trascrivere l’atto di nascita delle mie figlie, perché in questo Comune – Perugia – non l’avrebbero mai fatto, ora devo adottarle e gli assistenti civili devono entrare in casa mia per dichiararmi loro madre».
