Laura Santi è stata una figura di riferimento nella battaglia per i diritti civili e per una legge sul fine vita. Aveva scelto con lucidità e consapevolezza di porre fine a sofferenze diventate insostenibili, lasciando un segno profondo nel dibattito pubblico italiano. Per lei sono tantissimi i messaggi di cordoglio arrivati in queste ore.
Ferdinandi «Una donna coraggiosa, una giornalista instancabile e una vera protagonista della lotta per i diritti civili», ha detto la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi, che pochi giorni fa le aveva consegnato il Baiocco d’oro. «La sua battaglia non era mai per la morte, ma per la vita», ha aggiunto, ricordando il suo impegno costante sul tema del diritto all’autodeterminazione.
Bori e Verini La decisione di Laura ha riacceso l’attenzione sul vuoto legislativo che ancora oggi circonda il fine vita in Italia. Tommaso Bori, vicepresidente della Regione, ha definito la sua scelta «profondamente politica», capace di «accendere una luce su un tema che una certa parte della politica continua a ignorare». Per il senatore Walter Verini, si è trattato di una «battaglia non solo per il rispetto di una sua scelta, ma per i diritti di tutte le persone».
L’Aism Numerosi gli attestati di stima e cordoglio da parte del mondo politico, associativo e giornalistico. L’Associazione italiana sclerosi multipla ha voluto ricordarla come «una persona solare, consapevole e combattiva». Il presidente della Fondazione Fism, Mario Alberto Battaglia, ha sottolineato che «nessuno dovrebbe trovarsi nelle condizioni di fare scelte estreme», ribadendo l’impegno per un’assistenza più forte e capillare.
I giornalisti Anche l’Ordine dei giornalisti dell’Umbria ha espresso cordoglio, definendola «esempio di generosità, umanità e libertà di pensiero». L’Associazione stampa umbra l’ha descritta come «vigile e cosciente fino all’ultimo», una collega stimata che «ha rappresentato con il suo sacrificio un esempio di dignità e umanità».
Bistocchi Sarah Bistocchi, presidente dell’Assemblea legislativa umbra, ha ringraziato Laura per aver costretto istituzioni e media ad affrontare un tema ancora troppo spesso rimosso. «La sua sofferenza personale è diventata motivo di lotta collettiva», ha affermato, ricordando anche il ruolo dell’associazione Luca Coscioni nel supporto al suo percorso.
Pd e Avs Diversi esponenti del Partito democratico e di Alleanza verdi sinistra hanno chiesto con forza che il Parlamento approvi finalmente una legge sul fine vita. «Serve una legge chiara, giusta, rispettosa delle diverse sensibilità», ha affermato Francesco Boccia, presidente dei senatori del Pd. «Non siamo disponibili a votare una cattiva legge», ha aggiunto, auspicando un confronto non ideologico ma basato su buon senso ed equità.
Responsabilità morale La vicenda di Laura Santi è diventata, come ha detto la senatrice Tatjana Rojc, una «responsabilità morale» per tutti. Un appello alla politica affinché garantisca «la libertà di scegliere» anche nei momenti più duri dell’esistenza. «Buon viaggio Laura. Tu hai deciso di partire, ma rimane con noi il tuo spirito e la tua voglia di lottare per un mondo migliore», ha scritto Sarah Bistocchi.
