di Sara Calini
Si è conclusa ieri ad Assisi la venerazione pubblica delle spoglie di San Francesco, che in un mese ha richiamato oltre 370mila pellegrini, segnando un evento straordinario per partecipazione e intensità spirituale.
Evento storico Un flusso continuo e composto che ha trasformato la città in un centro di preghiera e incontro, segnando uno dei momenti più partecipati degli ultimi anni. A chiudere la venerazione ieri è stata la celebrazione solenne presieduta dal cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna, nella chiesa superiore.
Fraternità e devozione «Siamo stati una fraternità riunita attorno a Francesco» ha dichiarato fra Marco Moroni, custode del Sacro Convento, sottolineando il clima di raccoglimento e partecipazione che ha caratterizzato l’intero mese. Un’esperienza che, come ha evidenziato anche fra Giulio Cesareo, si è distinta per il silenzio e la profondità del pellegrinaggio: migliaia di persone unite non solo dalla devozione, ma da un forte senso di comunità. Un’organizzazione complessa: con centinaia di volontari, oltre 300 giornalisti accreditati e più di 170 celebrazioni liturgiche. A chiudere ufficialmente la venerazione, nella serata di ieri, è stato il rito della reposizione delle spoglie nella cripta, momento riservato ai frati che ha segnato la fine di un mese intenso di fede e partecipazione.
In futuro La venerazione che si è appena conculsa si inserisce nel percorso dell’ottavo centenario francescano, che proseguirà per tutto il 2026 sotto il segno del motto ‘San Francesco vive’ . In queste settimane il Sacro Convento ha portato avanti anche interventi per migliorare l’accessibilità e accogliere pellegrini da ogni parte del mondo.
Il rito Alle 18.45 è stato chiuso il portone della Basilica, dando avvio alle operazioni preparatorie. Il rito è iniziato alle 21.30, accompagnato dal suono delle campane, ed è stato presieduto dall’amministratore apostolico delle diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e Foligno, Domenico Sorrentino, alla presenza dei soli frati del Sacro Convento. La celebrazione si è svolta nella chiesa inferiore ed è stata caratterizzata da una liturgia essenziale: lettura del Vangelo (Gv 12), processione dei frati, traslazione delle reliquie in cripta e benedizione finale. Durante il rito, la teca in plexiglass è stata ricollocata nell’urna in bronzo dorato insieme alla documentazione prevista dal diritto canonico. La cassa è stata chiusa intorno alle 22.30, quindi sigillata e inserita nel sarcofago in pietra sotto l’altare maggiore. Le operazioni si sono concluse verso le 23.30. Nei giorni successivi sono previsti interventi per il ripristino delle condizioni ordinarie di accesso alla chiesa inferiore e alla cripta. La riapertura completa ai visitatori è indicata per il 26 marzo, con alcune modifiche temporanee agli orari delle celebrazioni e delle confessioni.
