
di Daniele Bovi
Nella rete dell’usura continuano a finire famiglie, piccole imprese artigiane e piccoli negozi dell’Umbria. Anche dei centro storici di Perugia e Terni. Sono già più di cento dall’inizio dell’anno infatti, come ha riferito mercoledì pomeriggio alla Prima commissione del Consiglio regionale il presidente della Fondazione Umbria contro l’usura, Alberto Bellocchi, le richieste di aiuto arrivate. «Un mare di richieste» ha detto il presidente alla commissione presieduta dal dipietrista Oliviero Dottorini.
Dalla banca al cravattaro «Ci sono famiglie che contraggono troppi mutui – ha detto Bellocchi – o si lanciano inconsapevolmente nei finanziamenti rateali, e quando viene meno uno dei redditi familiari entrano nel giro degli special-prestiti e dei finanziamenti ad interesse elevato, finendo per indebitarsi nel giro di un anno fino a 20 o 30 mila euro e cadendo poi nelle mani degli usurai. E’ stato così anche per cinque o sei negozi del centro storico di Perugia e analoghe attività nel centro di Terni. Abbiamo anche diversi casi di famiglie che si sono indebitate a causa delle restrizioni sulle pensioni di invalidità, dove l’introito dell’accompagnamento per l’indennità era divenuto il terzo stipendio di casa, utile per pagare il mutuo».
Gratta e Vinci, bruciati 500 milioni Terreno fertile poi i «cravattari» lo trovano nel vizio del gioco che tanto piace agli umbri. Ogni anno, come ha riferito Bellocchi, nella regione vengono bruciati oltre 500 milioni di euro tra Lotto, Enalotto, Gratta e Vinci e slot machine. In media una spesa per ogni umbro, bambini inclusi, di oltre 550 euro. Una specie di tassa occulta che lo Stato si prende sfruttando i vizi delle persone. Vizi che garantiscono guadagni enormi alle società che, dopo aver vinto le gare di appalto bandite dallo Stato, ogni mese sfornano tagliandi «miliardari» al costo anche di venti euro. «Intere famiglie – prosegue Bellocchi – si sono rovinate con il “Gratta e Vinci” e l’usura trova terreno fertile in questo settore».
Bellocchi: garantiti mutui per 1,5 milioni «Con i “Gratta e Vinci” e le slot machine dei bar – dice ad Umbria24.it Bellocchi – la gente si è rovinata arrivando a spendere anche 10, 12 o 15 mila euro». Nel 2010 quasi 200 persone sono state aiutate dalla Fondazione con interventi che hanno garantito perlopiù mutui per 1,5 milioni di euro. I problemi, ulteriori, sorgono quando alla porta della Fondazione bussano persone con debiti molto alti, anche 300 o 400 mila euro: «E’ il caso ad esempio – spiega sempre Bellocchi – di aziende che cominciano a non pagare più contributi e stipendi. In questo caso non possiamo intervenire perché le cifre sono troppo alte, bruceremmo le cifre a disposizione con pochi interventi».
Sempre meno credito Spesso poi il problema sta nelle banche, sempre più restie a concedere credito e garanzie: «I grandi istituti di credito nazionali – dice sempre Bellocchi – ci chiudono la porta, mentre lavoriamo bene con quelle locali, anche se ovviamente hanno un’autonomia finanziaria inferiore rispetto alle grandi banche».

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