In Umbria, su 92 Comuni ci sono 57 sedi di segreteria con 40 titolari di sede e quelle vacanti, senza segretario, sono al momento ben 21. La «grave situazione» relativa alla carenza dei segretari comunali è stata oggetto di un incontro tra una delegazione di Anci Umbria – guidata dal presidente Francesco De Rebotti, insieme al vicepresidente Michele Toniaccini e al coordinatore dei Piccoli Comuni, Federico Gori – e il Prefetto di Perugia, Claudio Sgaraglia.
Emergenza La delegazione Anci ha sottolineato il carattere «emergenziale» della questione e il «disagio» che, quotidianamente i sindaci si trovano ad affrontare per «non bloccare la normale gestione amministrativa». Nella sostanza, l’assenza di segretari comunali «impedisce o limita l’attività amministrativa e scompagina la pianta organica. In un momento in cui le Amministrazioni comunali navigano a vista, la carenza di segretari incide in maniera negativa sulla gestione complessiva della macchina comunale». La delegazione ha fatto presente che «sovente si fa fatica a convocare consigli o giunte comunali» e che, proprio per questo, «si corre il rischio di dover rinunciare a importanti opportunità progettuali o finanziarie, per i territori. Gli stessi sindaci, a volte, si trovano costretti ad assumersi responsabilità o intestarsi deleghe per ovviare al problema».
Caso nazionale Si tratta di «un caso nazionale che – è stato detto – colpisce in particolare i piccoli Comuni». Anci, già nei mesi scorsi, aveva scritto una lettera al ministro dell’Interno chiedendo risposte adeguate. «Tra le ipotesi avanzate, quella di utilizzare le figure apicali – ha fatto presente la delegazione umbra di Anci – non è percorribile, perché, spesso, nei Comuni sotto i 5 mila abitanti non sono presenti o, se lo sono, hanno già una mole di lavoro che non consente loro di assumere altri incarichi».
Possibili soluzioni La delegazione ha anche evidenziato «la necessità del superamento del corso-concorso, come unica possibilità di reclutamento, oltre che la definizione di procedure selettive più snelle, che consentano una più rapida immissione in servizio dei nuovi segretari comunali, ma anche l’individuazione di figure qualificate, interne alle Amministrazioni, in grado di garantire medio tempore la reggenza delle sedi vacanti e la definizione di un piano pluriennale di attività formative a livello territoriale, rivolte ai segretari comunali e provinciali, ai dirigenti, ai funzionari e agli amministratori degli enti locali». Infine, «è necessario consentire ai vicesegretari nominati dai sindaci di superare il limite dei 120 giorni attualmente previsto per la reggenza».
Prefetto: «Informerò il ministro» Il Prefetto ha «condiviso le preoccupazioni della delegazione Anci Umbria» e si è impegnato a segnalarle al ministro dell’Interno, affinché «le procedure concorsuali in atto possano giungere a compimento nel più breve tempo possibile», oltre a «trovare soluzioni più immediate».
