Lo sviluppo di azioni e politiche attente alla sostenibilità ambientale a livello locale favorisce una crescita globale e influenza l’attitudine al consumo di risorse dei cittadini. E’ la conclusione del progetto Zen (Zero Impact Cultural Heritage Event Network) che ha messo insieme gli impegni “green” di dodici organizzazioni europee (dall’Italia alla Lettonia, dalla Romania alla Spagna, dall’Olanda alla Slovenia), attraverso i rappresentanti di enti locali, istituzioni accademiche, manifestazioni e agenzie pubbliche.
Incontro Venerdì 11 settembre a Expo Milano (Cascina Triulza) i protagonisti del progetto hanno condiviso, con il pubblico e gli espositori di Expo, un insieme di buone pratiche nella riduzione dell’impatto ambientale che accomunano grandi eventi come il Festival di Hay, Eurochocolate di Perugia, il Salone del Gusto, le politiche green del Brasile e il progetto sulla sostenibilità ambientale della stessa Expo. L’idea è diffondere, proprio a partire da Milano, linee guida sui temi del consumo energetico, della mobilità, della riduzione delle emissioni e degli sprechi, della sensibilizzazione die cittadini e del riuso di beni e materiali. In vista anche di altri appuntamenti, come ad esempio il Giubileo in Italia.
Paparelli e Agostini Al seminario promosso da Sviluppumbria, l’agenzia per lo Sviluppo economico della Regione Umbria (capofila del progetto Zen), dal titolo «Eventi e sostenibilità: esperienze a confronto» sono intervenuti: il vicepresidente della giunta regionale dell’Umbria, Fabio Paparelli, che ha sottolineato come «le politiche ambientali siano strategiche anche nello sviluppo del brand Umbria, l’unica regione che si è dotata di una legge che disciplina le sagre anche dal punto di vista della raccolta dei rifiuti». Il cuore verde d’Italia «si farà trovare pronto – ha aggiunto – anche in occasione del prossimo Giubileo, un evento che nel 2000 fece aumentare le presenze del 20%». Il direttore generale di Sviluppumbria, Mauro Agostini, ha invece sottolineato che «si tratta di best practice per piccoli e grandi eventi e che l’Umbria ha fatto sforzi notevoli negli ultimi anni per tutelare l’ambiente».
Interventi Andy Fryers, direttore per la Sostenibilità del festival della Letteratura e delle Arti di Hay (UK), ha dichiarato: «ridurre l’impatto significa non solo fare la cosa giusta ma anche abbassare i costi delle manifestazioni»; mentre Andres Coca-Stefaniak (gestione Eventi dell’Università di Greenwich), dal canto suo, ha evidenziato come un’indagine europea dimostri che il 50% dei frequentatori di eventi sarebbe disponibile a pagare un prezzo del biglietto maggiorato se ciò contribuisse a ridurre l’impatto sull’ambiente. Tra gli interventi da registrare anche quelli di Maria Cristina Sampaio Lopes, ufficio di presidenza della Repubblica del Brasile; Diana Del Vecchio, executive manager della Umbra Eurochocolate, che ha spiegato, tra l’altro, l’impegno della manifestazione del campo della mobilità per ridurre l’inquinamento nei giorni dell’evento; Alberto Tallone dell’Università di Scienze gastronomiche di Slow Food e Gloria Zavatta, responsabile Sostenibilità di Expo 2015.
Pubblico centrale Centrale è apparso il ruolo sempre più consapevole del pubblico degli eventi, destinatario di campagne di comunicazione ad hoc sulle buone pratiche green. I modelli citati sono state le Olimpiadi di Londra e di Torino, ma anche naturalmente Expo Milano che si prepara a un bilancio sulla sostenibilità di questo evento globale. «Sul fronte del recupero – ha spiegato poi Gloria Zavatta, responsabile Sostenibilità Expo 2015 – sono state raccolte 16 tonnellate di avanzi di cibo presso gli operatori dell’evento destinate alle associazione benefiche del milanese, mentre altri obiettivi che ci siamo posti sono una raccolta differenziata al 70%, la riduzione di 21mila tonnellate di CO2 nel semestre e un progetto di ‘RiExpo’, con il recupero dei materiali dei padiglioni e il riuso dei beni mobili dell’esposizione».
