di M.T.

La spending review del Governo Monti che portò al taglio di tanti tribunali, spesso inefficienti, in Italia potrebbe avere i giorni contati. Ma questa volta, a pagare, sarebbero le regioni. Le sedi però. Non, ovviamente, il personale. Di cui si è a caccia da tempo. Insomma parliamo di una nuova geografia italiana delle sedi giudiziarie, più vicina a quella precedente, ovvero di prossimità, che tenderebbe a ripristinare i mini tribunali italiani e le sedi distaccate. Questa riforma è inserita nel collegato alla legge di Bilancio del 2022. Il progetto della nuova geografia è finito in commissione Giustizia al Senato e vede come destinatario del dossier il senatore Ernesto Rapani.

In Umbria Tra i tribunali umbri in vista di una riapertura c’è innanzitutto quello di Orvieto, compresa la procura della Repubblica. Poi vengono le sedi distaccate del tribunale di Perugia, e quindi quelli di Assisi, Città di Castello, Foligno, Gubbio e Todi.

Riforma a costo zero Le Regioni Italiane, attraverso i rispettivi Consigli regionali, hanno inviato al Governo la loro ‘lista delle preferenze’. Sarebbe stato reso loro chiaro, da parte del Governo, la volontà di procedere a una riforma a costo zero. Vale a dire al costo delle sedi dovrebbero provvedere le Regioni, che si sarebbero dette d’accordo. Ovviamente i magistrati, il personale, sono a carico dello Stato. E non sono sufficienti a soddisfare la nuova mappa della giustizia italiana. 

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