L’assessore all’ambiente e all’energia della Regione Umbria, Thomas De Luca, esprime forte preoccupazione per il taglio delle risorse del Pnrr destinate alle comunità energetiche rinnovabili nei comuni con meno di 50 mila abitanti. Secondo la Regione, la riduzione retroattiva di 23 milioni di euro e l’assenza di una proroga ritenuta necessaria rischiano di rallentare un settore considerato strategico per lo sviluppo energetico del territorio.
Alle preoccupazioni economiche si aggiungono quelle legate al nuovo decreto Transizione 5.0, entrato in vigore il 22 novembre. Il provvedimento stabilisce che le Regioni non possano individuare aree idonee alla realizzazione di impianti entro 500 metri dai beni tutelati dal Codice dei beni culturali. Una disposizione che, secondo De Luca, annulla una delle innovazioni della legge regionale sull’energia, in particolare la possibilità di riconoscere idoneità automatica ai progetti destinati alle comunità energetiche.
L’assessore rivolge un appello al Governo affinché riconsideri sia il taglio delle risorse Pnrr sia i nuovi vincoli sulle aree idonee, ricordando che le comunità energetiche non hanno solo un ruolo nella produzione, ma incidono sul bilanciamento della rete e sulla riduzione dei consumi. «Ogni semplificazione e incentivo rappresenta un investimento e non una spesa», afferma De Luca, sottolineando che il rischio è quello di compromettere gli obiettivi del piano nazionale energia e clima, con ricadute su famiglie e imprese.
La Regione annuncia infine l’intenzione di valutare ogni possibile intervento per compensare i tagli, anche attraverso la riprogrammazione dei fondi europei e l’analisi delle opportunità offerte dalla Mid Term Review sugli interconnettori energetici.
