di D.B.
Addio a 12 uffici del giudice di pace su 16. Quella prospettata dallo schema di decreto legislativo sulla magistratura ordinaria, approvato prima di Natale, opera una vera e propria rivoluzione in Umbria. Secondo la geografia degli accorpamenti riportata questa mattina da Il Sole 24 Ore, in Umbria rimarranno solo quattro sedi: Orvieto, Perugia, Spoleto e Terni. Lo schema di decreto prevede che ad Orvieto venga accorpata, e conseguentemente soppressa, la sede di Città della Pieve; a Perugia andranno Assisi, Castiglione del Lago, Città di Castello, Foligno, Gualdo Tadino, Gubbio e Todi; a Spoleto Montefalco e Norcia; a Terni Amelia e Narni. Obiettivo del provvedimento, messo a punto dai tecnici del ministero della Giustizia in più fasi, è quello di recuperare risorse sia in termini di giudici che di personale. Dopo una lunga analisi dei dati, gli accorpamenti sono stati fatti pensando, per le nuove sedi uniche, a carichi di lavoro sostenibili.
La protesta Sullo sfondo si ode già il rullar di tamburi dei sindaci e degli avvocati, anche se in realtà una via d’uscita per i Comuni c’è. Entro 60 giorni dalla data di pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale, con annesse liste di accorpamento, gli enti locali avranno la possibilità di chiedere la non soppressione della propria sede. Purché i costi di funzionamento vengano pagati dai Comuni. «E’ necessario – spiega il presidente dell’Organismo unitario dell’avvocatura, Maurizio de Tilla – uscire da soluzioni facili a uso e consumo dei giornali e affrontare il tema della geografia giudiziaria in modo complessivo e approfondito. I cosiddetti piccoli tribunali hanno una funzione importante, proprio per la loro distribuzione sul territorio, non essendo venute meno le ragioni per le quali furono istituite: dare servizi ai cittadini. Il loro accorpamento con sedi giudiziarie più grandi, dunque, invece di realizzare un’accelerazione del processo e la conseguente riduzione dei tempi dei giudizi – conclude -, determinerebbe solo un intasamento tribunali maggiori».
Libori: non siamo contrari «Si parla di accorpamenti molto significativi – dice a Umbria24.it Franco Libori, presidente della camera penale di Perugia -: la Oua vedo che ha manifestato il suo giudizio negativo al contrario di noi che abbiamo fatto una commissione proprio per l’accorpamento delle sedi. Alcune non hanno ragione d’esistere. In via di principio non abbiamo nessuna preclusione sull’accorpamento purché sia funzionale e che non si ingolfi lavoro delle sedi centrali. L’importante è che ci siano giudici e personale per mandare avanti le sedi centralizzate. Certo per alcuni colleghi ci potrebbero essere problemi organizzativi, perché dovrebbero spostarsi in un’altra città e potrebbero perdere del lavoro. Per questo anche a livello nazionale la camera penale ha istituito una commissione per risolvere al meglio tutte le questioni legate ai cambiamenti futuri».

