Per le celebrazioni della ricorrenza dei 40 Martiri, il sindaco Filippo Mario Stirati invita tutta la città a rendere omaggio domani sabato 22 giugno alla memoria delle vittime. «Invitiamo la città, nelle sue varie espressioni civili e religiose – esorta il sindaco Stirati – ad unirsi al lutto per ricordare le 40 vittime innocenti, che persero la vita nell’eccidio compiuto dai nazisti il 22 giugno 1944. Sollecitiamo dunque le associazioni di categoria e i vari esercizi commerciali a tenere abbassate le serrande fino alle 10,30 e comunque durante il passaggio del corteo. E’ doveroso rendere omaggio alla memoria delle vittime di una pagina efferata della storia eugubina, ancora oggi dolorosamente viva. La memoria e il rispetto a loro dovuto deve essere anche il monito a operare uniti e concordi per perseguire i valori della pace, della coesione e della solidarietà ».
La storia Nel giugno del 1944 – è la ricostruzione di Living history -, Gubbio venne occupata dalle truppe naziste in ritirata verso il nord Italia, dopo la liberazione di Roma da parte degli Alleati, il 4 giugno del 1944 le formazioni partigiane attive nella zona di Gubbio progettarono la liberazione della città, anticipando l’intervento delle truppe alleate così come era avvenuto a Terni, Foligno e Perugia nei giorni che precedettero il 22 giugno. Il pomeriggio del 20 giugno in un clima di attesa e euforia per l’imminente liberazione della città, in un bar del centro si sentirono degli spari, un ufficiale medico tedesco venne ucciso da una pattuglia dei “Gap” (Gruppi di Azione Patriottica), nell’attentato venne ferito anche un altro soldato, un sottotenente che riuscì a raggiungere il comando tedesco per riferire dell’accaduto. L’azione commessa provocò l’immediata reazione dei tedeschi che già alla sera del 20 giugno iniziarono il rastrellamento nelle vie e nelle case della città, prendendo in ostaggio uomini più o meno giovani. Il Vescovo Mons. Beniamino Ubaldi venuto a conoscenza dell’accaduto si presentò al comando tedesco per chiedere che fossero sospesi i rastrellamenti e altre azioni di rappresaglia, il comandante ascoltò il Vescovo e gli assicurò che non ci sarebbero state ulteriori conseguenze per i cittadini di Gubbio. Nonostante le rassicurazioni durante la notte ripresero i rastrellamenti, questa volta furono catturati indistintamente uomini e donne che vennero portati presso l’edificio scolastico delle Scuole Elementari di Via Perugina, dove vennero sommariamente interrogati, alcuni degli ostaggi furono liberati mentre una quarantina trattenuti. Scuola Elementare dove vennero trattenuti gli ostaggi prima di essere fucilati. [Immagine di Rievocando]
Il Vescovo Ubaldi la mattina del 21 giugno intuendo quello che sarebbe successo nelle ore seguenti si recò nuovamente al comando tedesco per fermare la rappresaglia, offrì la sua stessa vita per salvare quella dei 40 ostaggi ma neanche questo gesto convinse il comandante tedesco, che rifiutò categoricamente. All’alba di giovedì 22 giugno 1944, le quaranta persone trattenute nella scuola elementare vennero condotte in un luogo poco distante e fucilate a ridosso di un muro, chi non morì subito crivellato dai colpi di mitragliatrice venne finito con un colpo di pistola, ancora oggi sono visibili i segni di quell’atrocità. Tra le vittime c’erano anche due donne: madre e figlia.
