di Lucia Caruso
La giornata di sabato 30 giugno durerà un secondo in più, e più precisamente l’ultimo minuto conterà 61 secondi. La notizia arriva dall’International Rotation and Reference System Service (IERS) di Parigi, ente responsabile dell’ applicazione del secondo intercalare al Tempo universale coordinato. In pratica, per sincronizzare gli orologi atomici con l’UTC (tempo coordinato universale) ogni tot di tempo lo Iers aggiunge il leap second, il “secondo intercalare”. Questo perchè se prima degli anni ’60 il secondo era legato alla rotazione della terra sul proprio asse, dal 1967 il secondo è stato ridefinito con l’ausilio di un processo atomico. Oggi infatti sono gli orologi atomici, più stabili e precisi di quelli astronomici, a misurare il tempo, ma hanno pure sempre un piccolissimo margine di errore.
Andiamo per ordine La durata del giorno è data dalla rotazione della terra. Rotazione che però non è sempre regolare, perchè viene modificata da alcuni fattori. Per esempio il recente Tzunami delle Filippine, provocando grandi spostamenti di masse, ha, anche se leggermente, modificato il ritmo di rotazione. Ma questa irregolarità è data anche dagli effetti gravitazionali della Luna. A lungo andare queste differenze accumulandosi creano un divario tra tempo atomico e tempo astronomico. Così nel 1972 nasce l’UTC, il tempo universale coordinato.
I particolari Calcolare a priori la frequenza di rotazione della terra non è possibile, soprattutto se parliamo di lunghi periodi. Dunque ogni volta che il divario tra UTC e tempo astronomico si avvicina al valore di 0,9 secondi viene applicato il “secondo intercalare”. Per convenzione questi cambiamenti avvengono il 30 giugno o il 31 dicembre. L’ultima modifica è stata effettuata il 31 dicembre 2008. La velocità tende a rallentare ed è per questo che si aggiunge un secondo, ma potremmo un giorno avere anche un minuto fatto da 59 secondi, se la velocità aumentasse.
Stimare l’errore Possiamo stimare il piccolissimo e impercettibile margine di errore che si portano dietro questi strumenti utilizzati per calcolare la durata del giorno, cioè gli orologi atomici. Se pensiamo che dal 1972 è stato aggiunto per ben 25 volte il secondo intercalare, allora calcolare l’errore è semplice: un giorno è fatto da 86400 secondi, in un anno sono 31536000, se in questi 40 anni è stato modificato per 25 volte il secondo intercalare vuol dire che ogni 50 milioni 457 mila 600 secondi gli orologi acquistano un errore di 1 secondo.
Info E’ bene sapere che alcuni strumenti tecnologici hanno metodi di calcolo di tempo che non tengono conto di questi aggiustamenti

