Sono state in tutto 146,8 le tonnellate di alimenti raccolte sabato in Umbria durante la Giornata nazionale della colletta alimentare. A comunicarlo in una nota è Valter Venturi, presidente dell’associazione Banco alimentare dell’Umbria onlus. Ad aver preso parte alla raccolta in tutta la regione 1.700 volontari, che hanno impacchettato sei tonnellate in meno di cibo rispetto all’edizione di un anno fa. Delle 146 tonnellate donate dai cittadini, quasi 36 sono state raccolte a Perugia (l’anno scorso erano 39) e 19,5 a Terni, dove la raccolta è cresciuta di quasi due tonnellate. Quasi 20 sono state consegnate ai volontari nei supermercati di Foligno (9) e Spoleto (10), dove il dato è rimasto stabile rispetto a quello di un anno fa. In calo del 15 per cento invece le donazioni a Orvieto (5,5 tonnellate), del 30 per cento a Città di Castello (2,5 tonnellate), del 13 per cento a Gualdo Tadino (203 chili). In crescita invece i numeri di Bastia (4,8 tonnellate), di Fratta Todina (292 chili), di Giano (797 chili), Panicale (una tonnellata), San Giustino (1,1) e Umbertide (1,6 tonnellate, +75 per cento).
In Italia Non cibo ma soldi poi potranno essere donati attraverso l’Sms solidale che ognuno può mandare al numero 45502, attivo fino al prossimo 6 dicembre. In tutta Italia i volontari sono stati 140 mila: «Tutti – dice Andrea Giussani, presidente nazionale Fondazione banco alimentare onlus – hanno offerto tempo, braccia, gioia, ascolto ed attenzione alle persone, una contagiosa testimonianza di festa. Certo non è casuale che in tempi di perdurante crisi e di paura per le serie minacce alla semplice convivenza civile, ci siano adulti e giovani, bambini e anziani di etnie del tutto diverse, in politica diremmo avverse, fare i volontari gomito a gomito o donare alimenti, sottraendoli in alcuni casi dalla loro povera spesa». Giussani per questa edizione numero 19 della Giornata parla di una «sostanziale tenuta dei volumi raccolti», (8.990 tonnellate contro le 9.200 di un anno fa), «frutto anche – aggiunge – di un certo turnover nei negozi e del proliferare di più occasionali iniziative di raccolta di alimenti, spesso anche contigue, che producono una naturale redistribuzione dei risultati quantitativi». Quanto raccolto ora verrà distribuito nei prossimi mesi alle oltre ottomila strutture caritative convenzionate con il Banco, per sostenere oltre un milione e mezzo di bisognosi.
