La cerimonia per la Giornata della memoria in prefettura

«Ricordare è importante ma non basta se non c’è un impegno vivo e costante per difendere la democrazia». E’ il messaggio forte in occasione della «Giornata della memoria», che ha visto la consegna di 11 Medaglie d’onore, concesse dal presidente della Repubblica ad altrettanti residenti della provincia di Perugia deportati e internati nei lager nazisti. Due a superstiti ancora in vita e presenti alla cerimonia in prefettura, le altre alla memoria consegnate ai familiari.

VIDEO. IL RACCONTO DEI SOPRAVVISSUTI

L’elenco degli insigniti 1. MATARAZZI Vincenzo Gualdo Tadino; 2. BORIO Giacomo Gualdo Tadino; 3. RUBECHI Lorenzo Città di Castello; 4. CAVALLUCCI Terzilio Assisi; 5. VITALI Filippo Gualdo Tadino; 6. ANSUINI Tullio Nocera Umbra; 7. CECCHETTI Antero Perugia; 8. GUERRA Piero Gualdo Tadino; 9. NOTARPIETRO Donato Perugia; 10. VINCIARELLI Giovanni Foligno; 11. SARCONE Antonio Mariano Gualdo Tadino

Gli interventi La data ricorda l’abbattimento dei cancelli di Auschwitz (27 gennaio 1945) e vuole commemorare la “Shoah”e le sue vittime. Il prefetto Antonio Reppucci, nel suo intervento, ha evidenziato il «forte significato della Medaglia quale simbolo di testimonianza delle sofferenze e dei sacrifici affrontati da molti cittadini e dalle loro famiglie e, allo stesso tempo, di riaffermazione della fondamentale importanza dei valori della libertà e della democrazia». Dal canto suo, il sottosegretario all’Interno, Gianpiero Bocci, ha richiamato l’attenzione sul significato della cerimonia quale «momento di tributo della collettività alle sofferenze ed ai lutti di molti», sottolineando che, «in questo momento, con le contemporanee ed analoghe celebrazioni in tutte le prefetture, la comunità nazionale si stringe, orgogliosa, a quei figli che, con dignità e compostezza, hanno subito e sopportato orrori gravissimi».

Non basta ricordare Secondo la vicepresidente, Carla Casciari, «questo giorno non serve solo a ricordare ciò che è accaduto, ma rinnova in ognuno di noi l’esigenza dell’impegno costante e quotidiano per mantenere i diritti umani alla base della democrazia. Alla cerimonia di oggi – ha aggiunto – erano presenti anche due superstiti accompagnati da tre generazioni di familiari, figli e pronipoti, e ciò ha reso la commemorazione ancora più emozionante in un momento in cui, purtroppo, si assiste sempre più spesso, a fenomeni di intolleranza e di discriminazione. Il ruolo delle istituzioni – continua Casciari -, è quello di offrire momenti di riflessione ai quali possano partecipare anche quanti non sono stati direttamente coinvolti in storie come quelle raccontate oggi. La memoria è un testimone che va trasmesso di generazione in generazione perché quanto accaduto non si debba più ripetere. I recenti fatti di Roma rendono la nostra società meno civile e inclusiva di quanto crediamo, e ci impegnano a mantenere sempre vivo il ricordo».

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