Sono passati solo 25 anni da quando l’Organizzazione mondiale della sanità ha rimosso l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali. Per ricordare quel giorno lo scrittore Louis-Georges Tin ideò, nel 2005, la prima Giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia, riconosciuta due anni dopo dall’Unione europea attraverso una risoluzione del parlamento continentale datata 26 aprile 2007. Ogni anno, così, il 17 maggio nel territorio di tutti gli stati membri dell’unione si celebra la Giornata, con la comunità Lgbt che si mobilita in circa 130 paesi del mondo per dire no alle discriminazioni che quotidianamente vivono le persone lesbiche, gay, bisessuali e transessuali.
Eventi in tutta Italia Manifestazioni sono in programma in tutta Italia e anche in Umbria. A Perugia come ogni anno Omphalos Arcigay Arcilesbica celebra la Giornata internazionale con una serie di eventi in città. L’obiettivo è quello di promuovere e coordinare eventi internazionali di sensibilizzazione e prevenzione per contrastare le discriminazioni. Domenica dalle 15 in piazza Italia ci sarà un gazebo e un flash-mob mentre dalle 21, all’auditorio Santa Cecilia, ci sarà il debutto coro «Omphalos voices».
Boldrini In mattinata sul tema delle discriminazioni è intervenuta la presidente della Camera Laura Boldrini, chiedendo che «anche il nostro Paese possa quanto prima dotarsi di una legge in grado di contrastare questo odioso fenomeno». Una legge però da sola, ovviamente, non servirà a molto e così «per sradicare i pregiudizi – continua Boldrini – è necessario un profondo lavoro culturale, ma intanto la legge colmerà un troppo lungo vuoto normativo. Non può accadere che nelle scuole i ragazzi e le ragazze omosessuali debbano subire così frequentemente atti di violenza e bullismo. Ed è egualmente intollerabile ogni forma di discriminazione basata sull’orientamento sessuale che continua a manifestarsi nello sport».
Mattarella «La scuola è in prima linea» scrive invece su Twitter il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini. Un messaggio è arrivato anche da parte del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha voluto « incoraggiare quanti in questi anni si sono battuti e continuano a battersi contro ogni forma di discriminazione basata sull’orientamento sessuale delle persone». «Le discriminazioni – ha detto poi il presidente -, le violenze morali e fisiche, non sono solo una grave ferita ai singoli, ma offendono la libertà di tutti, insidiano la coesione sociale, limitano la crescita civile». Di un’Italia con ancora molta, moltissima strada da fare parla anche il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova, che chiede una rapida approvazione della legge sulle unioni civili.
