Equo compenso per garantire emolumenti dignitosi alla miriade di giornalisti precari giovani e meno giovani. I contenuti della legge approvata dal Parlamento in chiusura di legislatura, sono stati discussi a Perugia. Ad illustrarli dal vicesegretario aggiunto della Fnsi, Giovanni Rossi, ad una platea di giornalisti e fotocinereporter, precari e freelance, nel corso di una riunione organizzata dall’Associazione della stampa umbra (Asu), presso la sede di via del Macello a Perugia. Al termine della riunione rinnovate le cariche della Commissione lavoro autonomo.

La triade Saranno tre giovani donne a guidare la Commissione lavoro autonomo dell’Asu, in prima fila nella difesa dei diritti di giornalisti precari o free lance. La Commissione è composta da Maria Mazzoli, Rosaria Parrilla e Francesca Marruco, collega di Umbria24, che rivestirà la funzione di coordinatrice.

Equo compenso Quella sull’equo compenso è una legge fortemente voluta dal sindacato dei giornalisti italiani; proponendosi in controtendenza in una fase di deregolamentazione di tutti i rapporti di lavoro nel nostro Paese, ne premia l’impegno a favore delle fasce deboli e scarsamente protette della professione giornalistica, molto numerose e costituite per lo più da giovani. La norma sancisce il principio che il lavoro prestato, in forma autonoma e non dipendente, a favore di imprese editoriali da iscritti all’Ordine dei giornalisti, debba prevedere un compenso minimo, al di sotto del quale non si potrà scendere, se non commettendo una infrazione legislativa. Le imprese che accetteranno di assoggettarsi a questa norma saranno iscritte in un apposito elenco nazionale e, a differenza delle altre che rimarranno escluse, potranno concorrere alla ripartizione dei fondi pubblici a sostegno dell’editoria.

La finalità Il fine è quello di porre un argine alla pratica oggi molto diffusa tra le imprese editoriali di pagare gli articoli o i servizi con cifre di gran lunga inferiori al loro reale valore, se non addirittura offensive della dignità professionale e umana dei loro autori o delle loro autrici. La legge non stabilisce l’entità di questi minimi compensi: essa dovrà essere determinata da una Commissione nazionale comprendente rappresentanti del governo, dalla Fnsi e delle organizzazioni degli editori di carta stampata, giornali web e radiotelevisivi.La Commissione avrà anche il compito di redigere l’elenco delle aziende aderenti alla norma, di cui sopra.

Ora va applicata Il vicesegretario del sindacato unitario dei giornalisti, insieme alla soddisfazione per la approvazione della legge, ha sottolineato l’esigenza di «mettere in campo un pressante impegno perché ora essa sia applicata. Si tratta in particolare di imporre il rispetto dei tempi, cogenti, previsti per il lavoro della Commissione e di contrastare i possibili, forse prevedibili, tentativi di una parte delle aziende editoriali di eluderne il dettato». Secondo i dirigenti del sindacato dei giornalisti (alla affollata riunione erano presenti il presidente, Marta Cicci, e i membri del direttivo Asu), sarà decisiva la coesione della categoria e un rapporto di solidarietà delle fasce più forti nei confronti delle altre e dei giovani. Fondamentale è stato inoltre valutato il rafforzamento del sindacato, cui i giornalisti sono chiamati ad attribuire la forza e autorevolezza necessaria ad affrontare una fase di crisi che riguarda, pesantemente, anche il mondo dell’editoria.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.