Giornale dell'Umbria

Sulla vicenda del Giornale dell’Umbria gli ex soci non ci stanno ad accollarsi le responsabilità per un fallimento che, a molti, è apparsa come una fine lungamente annunciata. In una conferenza stampa, i lavoratori hanno ricostruito tutti i passaggi che, dalla vendita, in pochi mesi hanno portato alla cessazione delle pubblicazioni con la messa in liquidazione della società che edita il quotidiano. Una vicenda torbida e non hanno avuto remore a parlare di «mandanti» chiamando in causa anche le responsabilità della vecchia proprietà che, prima ha offerto la testata ai giornalisti al prezzo di 800 mila euro, e poi ha venduto alla compagine guidata da Incarnato a 50 mila.

UNA PAGINA NERA PER L’IMPRENDITORIA LOCALE

Ex soci: «Obiettivo era far vivere il Giornale» Ma gli ex soci della GEU1819 srl respingono tutte le accuse, scaricando le colpe sui nuovi proprietari. In una nota, la TMM Soc. Cooperativa (in cui figura l’ex presidente di GEU Gianbaldo Traversini), Financo srl (la finanziaria che fa capo ai Colaiacovo), Scai spa (società del presidente di Confindustria Ernesto Cesaretti) e Bifin srl (di Giampiero Bianconi) sottolineano che «come è noto, il Giornale dell’Umbria da anni incontrava crescenti difficoltà. Nonostante ciò, per assicurare una voce autorevole e libera nel mondo regionale dell’informazione, abbiamo sempre prodotto tutti gli sforzi possibili, facendo fronte fino alla data di cessione a tutti gli impegni. Per un rilancio della testata, in un mondo in continuo cambiamento, abbiamo responsabilmente ricercato soggetti imprenditoriali del settore in grado di affrontare positivamente nuove sfide. A tal fine, abbiamo ricevuto la manifestazione di interesse da parte del nuovo socio per il tramite di primari advisor nazionali. Il nostro obiettivo era che il Giornale continuasse a svolgere un ruolo per la comunità umbra».

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«Da noi trasparenza e buona fede» «Al momento della cessione – proseguono gli ex soci – abbiamo provveduto, per quanto di nostra competenza, a creare le condizioni di continuità aziendale, per l’attuazione del nuovo piano industriale predisposto dalla nuova proprietà. Come scritto nell’atto di cessione: “[…] i soci, al fine di rilanciare la testata, si sono attivati per individuare un operatore nel settore disponibile a fare il suo ingresso nella compagine sociale. GI.F.ER Editori Srl è una società costituita per svolgere la propria attività nel settore della edizione, anche on line, di prodotti editoriali; la stessa, ritenendo l’attività svolta da GEU Srl complementare e sinergica alle proprie iniziative, si è dichiarata disponibile al riguardo condizionando però il suo intervento all’acquisto dell’intero capitale di GEU Srl; proposta accettata da tutti gli attuali soci di GEU Srl”. Ci sono stati sempre nel nostro comportamento linearità, trasparenza e buona fede».

Si annunciano querele Gli ex soci si dicono dunque «noi i primi ad essere stupiti, colpiti e traditi da una gestione che ha messo in serissima difficoltà un patrimonio del giornalismo umbro. Abbiamo dato mandato ai nostri legali – concludono – affinché intraprendano nelle sedi opportune azioni civili e penali a nostra tutela in particolare relativamente al contenuto di atti formali della nuova gestione della Società che stanno in queste ore circolando».

 

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