di Dan. Bo.
Neppure una telefonata, o un incontro per spiegare la decisione e le ragioni che ci sono alla base di essa, come si fa anche con il più umile dei lavoratori. La nuova proprietà del Giornale dell’Umbria venerdì con una mail fredda e stringata ha detto addio a una decina di collaboratori della testata umbra che da giorni, in segno di protesta verso la nuova proprietà e la linea editoriale portata avanti dal nuovo direttore, esce senza firme. «In riferimento al contratto tra lei e il Gruppo Editoriale Umbria – è il testo della mail – sono a comunicare che per volontà della proprietà che io rappresento e su indicazione del direttore Dott. Camilloni (che è il nuovo direttore responsabile, ndr), l’azienda non intende più avvalersi della sua collaborazione». Grazie e arrivederci, anzi, addio.
Addio con una mail In poche righe si cancella una collaborazione di anni con un metodo che assomiglia più a quello dei tagliatori di teste di una big company che di un giornale regionale come tanti in Italia, dove ci si conosce tutti e si lavora fianco a fianco. Sabato mattina in una nota il comitato di redazione del Giornale «a nome di tutto il personale giornalistico della testata esprime rammarico e contrarietà per la decisione, attuata nel giro di pochissimi giorni, da parte dell’azienda di risolvere il rapporto di lavoro con una decina di preziosi collaboratori del giornale, alcuni dei quali veri e propri punti di riferimento da anni nel territorio regionale. Anche questa dolorosa scelta aziendale – conclude il Cdr – riteniamo dovrà essere tema di confronto nel tavolo già convocato tra l’azienda stessa, il Cdr e il sindacato».
Confronto Un confronto che ci sarà nei prossimi giorni e che, in caso di esito negativo, potrebbe anche sfociare in uno sciopero. A far salire la tensione tra giornalisti e nuova proprietà, oltre alla linea editoriale portata avanti dal direttore, alla prima tranche di tagli (come quello del service che si occupava dello sport) e al promesso, ma mai presentato, piano di rilancio, anche «Caccia all’errore», la singolare iniziativa apparsa nei giorni scorsi sulle pagine del Giornale tramite la quale si promettevano abbonamenti ai lettori in grado di trovare un errore negli articoli. Una vicenda della quale si è occupato anche il presidente nazionale dell’Ordine dei giornalisti. Il nuovo consiglio di amministrazione è guidato da Luigi Giacumbo, socio insieme a Giuseppe Incarnato della Gifer, la società che ha rilevato le quote dall’imprenditore umbro Carlo Colaiacovo.
Il processo Incarnato, secondo la magistratura romana che sta indagando sul crac dell’Idi, un ospedale religioso di cui Incarnato era direttore generale, si sarebbe reso responsabile di un’appropriazione indebita da 829 mila euro. Il manager, come raccontato domenica scorsa dal Corriere della Sera, insieme al suo ex braccio destro Alberto Rosichini avrebbe trasferito soldi (sottratti al fisco) da un’impresa creata ah hoc a un’altra; due scatole vuole secondo l’edizione romana del giornale milanese. «Giuseppe Incarnato – si legge nel capo d’imputazione -, in qualità di direttore generale dell’Idi, San Carlo di Nancy e Villa Paola, oltre che sodale di Alberto Rosichini, al fine di consentire alla provincia italiana di evadere le imposte emetteva false fatture nei confronti dell’ente ecclesiastico». «”Il fatto non sussiste”, ha dichiarato Incarnato al giornalista della rivista Prima Comunicazione che s’informava. Sul punto – racconta sempre il Corriere -, i magistrati la vedono diversamente».
Interviene l’Ordine Sulla vicenda dei collaboratori nel pomeriggio di sabato è intervenuto anche l’Ordine dei giornalisti dell’Umbria con una nota: «L’Ordine – è detto nel comunicato – vigilerà, a tutela delle prerogative professionali e dei diritti imprescindibili dei colleghi interessati, sulle più recenti modalità di gestione del Giornale dell’Umbria, testata attraversata da una ristrutturazione le cui dinamiche, unitamente ai conseguenti effetti, vanno a incidere in maniera fortemente negativa sull’intero sistema della comunicazione umbra. Il presidente dell’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria, Roberto Conticelli, invita le istituzioni regionali, ed in prima persona la presidente della Regione Catiuscia Marini, a valutare la possibilità di un intervento diretto a difesa di cronisti costretti con la brutalità di una comunicazione via e-mail ad abbandonare un’occupazione giornalistica che era tale da anni sia pure con gli attuali e totalmente inadeguati livelli retributivi. Già dalla prossima settimana l’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria istituirà un osservatorio specifico a garanzia dell’onorabilitá di colleghi che hanno diritto, anche quando si trovano a ricoprire il ruolo di vittime innocenti di stati di crisi e ristrutturazioni, alla piena tutela della propria dignità umana e professionale».
Presidente Marini «Vorrei esprimere innanzitutto sincera solidarietà ai giornalisti collaboratori del Giornale dell’Umbria ai quali la proprietà ha comunicato, con una modalità alquanto inusuale, la cessazione del loro rapporto di collaborazione». È quanto afferma la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, che estende la sua solidarietà a tutti i giornalisti del Giornale dell’Umbria ed al Comitato di redazione, «che da giorni sono impegnati in un difficile confronto con la nuova proprietà del giornale, al fine di salvaguardare l’insostituibile ruolo del quotidiano nel panorama editoriale regionale, l’autonomia dei giornalisti e le loro prerogative professionali». «Seguo da tempo – ha aggiunto Marini, in riferimento anche alle posizioni espresse dall’Ordine regionale dei Giornalisti dell’Umbria e dell’Associazione Stampa Umbra – e con particolare attenzione, la vicenda del Giornale dell’Umbria e non nascondo le mie preoccupazioni per i rischi di impoverimento dell’informazione nella nostra regione, sia in riferimento alle vicende di questa testata, sia anche per una grave crisi che sta da tempo investendo la carta stampata, come il sistema radiotelevisivo locale nel suo complesso. Crisi che mettere a rischio posti di lavoro e la tenuta del sistema regionale della comunicazione, a danno di un imprescindibile pluralismo dell’informazione e, quindi, della democrazia del diritto dei cittadini ad essere informati». «Come Regione Umbria – ha detto la presidente – assicureremo non solo vicinanza ed attenzione a queste vicende, ma anche un impegno concreto attivando ogni azione, per quanto di nostra competenza, che possa contribuire a sostenere gli operatori dell’informazione, salvaguardarne la loro funzione, auspicando, infine – ha concluso – il rigoroso rispetto di corrette relazioni sindacali».
Il sindacato «La comunicazione, via mail, della cessazione del rapporto di collaborazione di circa dieci colleghi/e della testata del Giornale dell’Umbria rappresenta un ulteriore capitolo di una brutta vicenda che scarica sui giornalisti tutte le contraddizioni e le ambiguità di una gestione societaria ed editoriale sempre più incomprensibile e contraddittoria», è quanto afferma la presidente dell’Asssociazione stampa umbra, Marta Cicci. «Non a caso – aggiunge – il provvedimento di queste ore arriva dopo ripetute, insoddisfacenti, interlocuzioni tra azienda e Cdr e alla vigilia, il 5 novembre, dell’incontro più volte sollecitato dal sindacato dei giornalisti umbri con l’amministratore delegato. I tempi e le modalità di passaggio di proprietà del giornale, oltre che scelte di riorganizzazione e programmi editoriali quantomeno discutibili, mai formalmente comunicati come prevede il contratto al Cdr, hanno prodotto un clima di fondata preoccupazione per il futuro lavorativo tra i colleghi e per il mantenimento della stessa azienda editoriale. In attesa dell’incontro con l’azienda, che si spera possa portare positivi elementi chiarificatori, l’Asu continuerá ad essere al fianco dei colleghi del Giornale dell’Umbria, a rappresentarli e a tutelarli in tutte le sedi con le modalità e i tempi che loro riterranno più opportuni. Quello che è certo – ha concluso la presidente di Asu – è che non ci saranno sconti per chi ha inteso o intende portare avanti azioni di qualsiasi tipo giocando fuori dalle regole e facendolo sulla pelle dei lavoratori».
Il comitato di redazione, attraverso una nota stampa diffusa domenica pomeriggio rende noto che «In questo complicato momento per il Giornale dell’Umbria e per i suoi dipendenti, il Comitato di redazione del GdU, a nome di tutti i giornalisti e i colleghi della testata, desidera esprimere il suo apprezzamento per gli interventi pubblici che, tempestivamente, hanno posto in essere l’Ordine dei giornalisti dell’Umbria e l’Associazione Stampa Umbra a tutela della dignita’ e professionalità dei lavoratori della testata. Un grazie, naturalmente, alla presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, per la sua netta e importante dichiarazione in merito. Sono tutti segnali di grande significato nella speranza che la vertenza in atto possa presto approdare su sponde più ragionevoli e costruttive».
Twitter @DanieleBovi

Ma Colaiacovo sto’ giornale lo sapeva a chi lo vendeva? Una domanda che da buoni struzzi nessuno si pone! Non la governatrice, non l’ordine dei giornalisti, non il sindacato, non il cdr
Lasci stare marini di raccontare cavolate lei è per lei è solo per lei e i suoi
Ma perché quello era un giornale? Asservito ai clericofascisti e pieno di scoop falsi e poco documentati.