Slot machines

di A.C.

Anno nuovo, regole nuove per il gioco pubblico. E non senza polemiche tra gli addetti ai lavori. A partire dal primo gennaio 2013 entra  in vigore il cosiddetto ‘decreto Balduzzi’ che contiene alcune disposizioni relative al sistema sanitario.

Nuove regole Tra queste, l’obbligo per gli esercenti di esercizi pubblici di disporre nei propri locali, in presenza di apparecchi da intrattenimento, degli appositi cartelli informativi che comunichino ai giocatori le reali percentuali di vincita e tutti i riferimenti utili in caso di «giocatori problematici», per chiedere aiuto agli esperti. Un onere, quest’ultimo, di cui si sono dovute far carico le unita sanitarie locali, predisponendo servizi di ascolto oltre che preparando dello specifico materiale informativo.

La risposta della Asl 4 L’Asl di Terni ha risposto all’invito del ministero della Salute predisponendo in tempo utile il materiale necessario e attivando un numero verde in soccorso dei giocatori patologici. In particolare, L’Asl 4 ha diffuso un’informativa nella quale spiega come il Gap sia un disturbo del comportamento che rientra nell’area delle cosiddette ‘Dipendenze senza sostanze’, indicando i segnali che devono essere colti e valutati per capire se il proprio rapporto con il gioco sta diventando problematico: spendere sempre più denaro e trascorrere sempre più tempo a giocare, mentire agli amici e ai familiari, sentirsi di cattivo umore, irritabile o arrabbiato, perdere il lavoro a causa del gioco o avere difficoltà nel concentrarsi sul lavoro, pensare che continuare a giocare risolverà i problemi finanziari, sentire che il gioco è diventato padrone di te, aumento dell’indebitamento, difficoltà a pagare i conti in tempo. L’Asl ternana ha messo a disposizione il materiale informativo durante le festività natalizie, attraverso una pagina internet dalla quale gli operatori possono scaricare facilmente il cartello da porre nei locali.

I numeri nel Ternano All’interno della provincia di Terni le slot machine presenti nei pubblici esercizi sono poco più di duemila mentre sono circa trecento le video lottery (o Vlt) – ovvero, gli apparecchi che permettono vincite maggiori con un jackpot fino a 500 mila euro – distribuite in circa 30 sale dedicate. Ma se nei bar dove si trovano le slot la cartellonisti a prevista dal decreto Balduzzi appare utile a scongiurare il rischio di avvicinamento al gioco da parte dei minori, diversa é la situazione per le sale Vlt.

I gestori: misure superflue «Nel nostro caso le nuove disposizioni sono del tutto superflue – spiega Dino Casa, responsabile della sala da gioco Xo’ Lounge in via Bramante – in quanto nel nostro locale è completamente inibito l’accesso ai minori e paghiamo del personale specifico per la selezione all’ingresso. Inoltre i nostri clienti sanno bene quali sono le possibilità i vincita sulle macchine e sono anche informati dal nostro Personale». E aggiunge: «è chiaro che ogni iniziativa mirata alla tutela dei cittadini e dei giocatori è da accogliere con positività perché noi abbiamo bisogno di giocatori sani e non di persone con disturbi, ma si deve tener conto che, nei caso in cui, come il nostro, le misure si rivelano superflue, si vanno ad aggiungere altri costi di gestione di cui si poteva fare benissimo a meno. Per esempio, l’affissione del cartello esterno che indica il divieto di accesso ai minori ci impone il pagamento dell’importante comunale per l’affissione. E a cosa serve se abbiamo un buttafuori che impedisce ai minori anche solo di avvicinarsi?».

Cosa dice la legge L’articolo 7 comma 5 del decreto legge 13 settembre  2012 n. 158 (Decreto Balduzzi), convertito con modificazioni nella legge 8 novembre 2012 n. 189 impone ai «gestori di sale da gioco e di esercizi in cui vi sia offerta di giochi pubblici, ovvero di scommesse su eventi sportivi anche ippici, e non sportivi» di esporre dal 1° gennaio 2013 «il materiale informativo predisposto dalle aziende sanitarie locali, diretto a evidenziare i rischi correlati al gioco e a segnalare la presenza sul territorio dei servizi di assistenza pubblici e del privato sociale dedicati alla cura e al reinserimento sociale delle persone con patologia correlata alla GAP».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.