La maggioranza di centrosinistra al Comune di Perugia chiede al sindaco di bandire le slot machine dal territorio di Perugia attraverso un’ordinanza «sanitaria». La proposta choc giunge attraverso un ordine del giorno firmato dai capigruppo Stelvio Zecca (Idv), Francesco Mearini (Pd), Emiliano Pampanelli (Prc), Pierluigi Neri (PdCi), Mario Catrana (Sinistra e socialisti).
Colpiti i più deboli Nel documento si legge che «la proliferazione di slot-machine e sale giochi non fa che colpire chi è più debole, non solo sotto il profilo economico ma sotto il profilo psichico. Con un giro d’affari in forte crescita il gioco d’azzardo si presenta come terza industria del paese (dopo Enel ed Eni), generando cospicui incassi al Ministero del Tesoro (circa 3,9 miliardi di euro lo scorso anno) ma al tempo stesso è anche portatore di interessi per la criminalità organizzata in quanto ha elevatissimi e rapidi guadagni e dà la possibilità di riciclare considerevoli somme di denaro provenienti da attività illecite».
Famiglie al baratro I capigruppo evidenziano poi come «ogni italiano spende in media oltre mille euro l’anno per il gioco d’azzardo (dato tra i più alti al mondo), arrivando in molti casi ad una dipendenza patologica che porta ad effetti drammatici sul piano economico, sociale e familiare; i maggiori “consumatori” delle varie forme di gioco d’azzardo “di facile guadagno” appartengono quasi sempre alle classi più disagiate e sotto acculturate, che tentati dal “vincere facile” diventano vittime di una vera e propria patologia e quasi sempre, per dare una svolta alla propria situazione, non fanno altro che rovinare la propria famiglia arrivando al baratro».
Liberalizzazione I firmatari fanno poi notare che «grazie alle liberalizzazioni delle licenze commerciali, esce dal controllo amministrativo comunale divenendo più semplice l’apertura di sale giochi e i sindaci non possono intervenire per bloccarne l’apertura».
Bandirle totalmente A questo punto, si fa appello alla «disciplina sanitaria che pone il sindaco garante della salute pubblica», dunque «visto l’acclarato riconoscimento della malattia di dipendenza da tali giochi», si chiede Boccali di «intervenire, con “ordinanza sanitaria”, per l’eliminazione nel territorio comunale delle slot machine». In subordine alla banditura totale, si richiede «un interessamento tramite il governo nazionale per poter regolare tale attività riassegnando il controllo e la regolamentazione di detto settore ai comuni per limitarne al massimo la presenza».
