
di Diletta Paoletti
«Siamo un paese immaturo, adolescente nel suo rapporto con la legalità». A pochi giorni dalla manifestazione in difesa dei principi costituzionali, la Carta fondamentale è di nuovo protagonista a Perugia: Gherardo Colombo incontra gli insegnanti umbri.
L’iniziativa «Quanti di voi hanno letto l’intero testo costituzionale?». È la domanda provocatoria che Gherardo Colombo ha rivolto ai docenti delle scuole perugine aprendo l’incontro di formazione che si è svolto nel pomeriggio di lunedì al centro congressi Capitini di Perugia. organizzato – con il patrocinio dell’Ufficio scolastico regionale – dagli istituti della rete territoriale numero 5 “Subasio e dintorni”: un agglomerato un po’ assortito delle scuole della periferia nord del comune di Perugia (P. Pattoli, P. Felcino. P. S. Giovanni e P. Valleceppi) e quelle dei comuni di Valfabbrica, Assisi e Bettona. «Vivere la Costituzione» (questo il titolo dell’iniziativa) ha offerto agli insegnanti delle scuole umbre (secondarie di primo e secondo grado) una preziosissima occasione di formazione. La Carta fondamentale – dunque – di nuovo protagonista a Perugia, a pochi giorni dalla manifestazione dello scorso sabato, che ha visto centinaia di cittadini mobilitarsi in sua difesa.
L’ex magistrato Colombo non ha bisogno di presentazioni: uno dei magistrati più noti del nostro paese, ha condotto o collaborato a celebri inchieste (Loggia P2, delitto Ambrosoli, fondi neri IRI, Mani pulite, processi Imi-Sir, Lodo Mondadori e Sme, per citarne alcune). Non solo, da tempo – e in particolare dopo le dimissioni dalla magistratura nel 2007 – gira l’Italia per incontrare i giovani (soprattutto), ma anche docenti e cittadinanza in genere, perché «la giustizia non può funzionare, secondo me, se i cittadini non hanno un buon rapporto con le regole». Ed è proprio delle norme e del rapporto conflittuale e tormentato che noi italiani abbiamo con esse, che l’ex magistrato parla con passione. E scrive, con altrettanta passione.
Prof con la paura dell’interrogazione Sì, perché oltre che partecipare e promuovere iniziative come questa, ha pubblicato – sul tema – numerosi libri (Sulle regole e Sei stato tu? La Costituzione attraverso le domande dei bambini sono solo i più recenti). Con il microfono in mano si muove tra la platea: nessuno deve essere spettatore, tutti devono partecipare. E – ma è solo per un momento – tra i professori serpeggia, in una simpatica inversione dei ruoli, un lieve timore, molto simile a quello degli studenti in procinto di essere interrogati.
La persona al centro del testo costituzionale «Il punto di partenza della nostra Costituzione è la persona – spiega l’ex magistrato -: la dignità, le libertà, i diritti e i doveri, hanno come soggetto e destinatario proprio l’individuo. A pensarci bene, è un formidabile strumento di uguaglianza. La società, da sempre fondata sulla gerarchia e la sperequazione, diventa, in uno di quei cambiamenti che fanno la storia, un insieme di persone eguali tra loro». Tanti sono stati gli articoli della testo costituzionale citati, così come numerosi gli argomenti trattati. Non poteva mancare – data l’esperienza professionale del relatore – un accenno alla riforma della giustizia e alla separazione delle carriere, temi di scottante attualità.
«Siamo un paese immaturo» La Costituzione e la legalità – spiega Colombo – possono essere insegnate attraverso l’esempio, il comportamento e in mille altri modi, senza parlarne direttamente («cosa c’è di meglio dell’Antigone o de I promessi sposi per affrontare i temi della corruzione e della giustizia?»). Ma in Italia – continua – non basta: c’è una lacuna da colmare: serve un insegnamento specifico. Per questo, però, occorre formare il corpo docente, troppo spesso digiuno delle competenze necessarie per insegnare la Costituzione e tutto ciò che ruota attorno ad essa. «Siamo un paese immaturo, adolescente nel suo rapporto con la legalità». La norma è ancora vissuta come costrizione e vincolo da eludere, più che come garanzia e tutela da rispettare. Speriamo allora che – e iniziative come questa sono incoraggianti – riflettere di legalità (e parlarne ai giovani) ci aiuti – una volta per tutte – a crescere.
